Tre film, tre diverse prospettive sulla giustizia. Il 13 e 23 aprile e il 7 maggio, al Cinema Astra di Como, la rassegna Ne vale la pena? Percorsi di giustizia, comunità e inclusione racconta tre storie che, attraverso il potere narrativo ed empatico del cinema, invitano a riflettere sulla giustizia e sul suo legame con psiche, diritti individuali e di comunità, stigma e inclusione. I tre film esplorano diverse declinazioni della giustizia: quella retributiva basata prevalentemente sulla logica della punizione, la giustizia di comunità, volta a promuovere una giustizia più sociale e inclusiva, e quella riparativa improntata sul desiderio di “ristorare” le conseguenze del male commesso. Ogni proiezione sarà seguita da un confronto aperto con esperti e funzionari di ambito giuridico.
Il secondo appuntamento è con la Giustizia di comunità. Il film scelto è La seconda vita (Italia, 2024, 1 ora e 25 minuti) di Vito Palmieri con Marianna Fontana, Giovanni Anzaldo, Lorenzo Gioielli e Nicola Rignanese.
Anna Farnesi arriva a Peccioli, tranquillo paese toscano dove nessuno la conosce, in cerca di un lavoro, e si presenta all'emeroteca della biblioteca locale. Sul suo curriculum non c'è una laurea né alcuna esperienza di archivio, e c'è invece un buco temporale di parecchi anni: ma il direttore della biblioteca la assume lo stesso, compendendo la causa di quel buco: Anna (se questo è il suo vero nome) è appena uscita di prigione. La giovane donna prega il direttore di non informare le colleghe o altri di ciò che ha intuito, e si sistema in paese tenendosi lontana da tutti, con la riservatezza di chi ha un passato ingombrante che non vuole rivelare a nessuno. Ma Antonio, un giovane fabbro incaricato di riparare le fessure che si sono formate nella campana della chiesa locale, è subito attratto da Anna, e cercherà di farla uscire dal guscio nel quale si è volontariamente rinchiusa. E forse di riparare in lei quelle fratture dell'animo che alla giovane donna sembrano insanabili.
Intervengono: Maria Trimarchi di Uepe di Como, Cecco Bellosi dell’associazione Comunità Il Gabbiano, Laura De Gregorio e Federica Gentile dell’Ufficio di sorveglianza di Varese.