La gioia sovrana: Nietzsche e la musica come filosofia
Incontro con Bruno Dal Bon all’Àcàrya
La gioia sovrana: Nietzsche, la musica e il pensiero in dialogo.
Seconda appuntamento della rassegna 2026 di Oidialogoi. Il Gruppo Letterario Àcàrya propone una nuova serata di incontro e riflessione dedicata al rapporto tra filosofia, musica e pensiero contemporaneo, ponendo al centro il dialogo come forma viva del sapere. Protagonisti dell’appuntamento saranno Bruno Dal Bon, maestro e studioso di filosofia, accompagnato dal filosofo Roberto Sala e Lorenzo Morandotti, che dialogheranno a partire dal saggio La gioia sovrana. Nietzsche e la musica come filosofia (Mimesis), che vede la prefazione della eccellente penna di Michel Onfray.
La serata si configura come uno spazio di ascolto e confronto, lontano dalla forma della conferenza tradizionale, per restituire alla filosofia la sua dimensione originaria: quella dell’incontro, della parola condivisa, della domanda che resta aperta. Al centro del dialogo, la figura di Friedrich Nietzsche e il ruolo decisivo che la musica assume nel suo pensiero, non come semplice oggetto estetico, ma come vera e propria chiave filosofica. Nel saggio di Dal Bon, la musica emerge come luogo in cui il pensiero si fa esperienza sensibile, ritmo, corpo e intensità. Nietzsche non viene letto soltanto come filosofo del linguaggio e della critica alla metafisica, ma come pensatore profondamente musicale, per il quale la gioia — una “gioia sovrana” — non è evasione, bensì affermazione tragica e consapevole della vita. La musica diventa così filosofia praticata, gesto creativo capace di tenere insieme caos e forma, dionisiaco e misura.
Il dialogo con Morandotti, che condurrà la serata, permetterà di ampliare ulteriormente questo orizzonte, intrecciando riflessione filosofica, esperienza personale e sguardo critico sul presente. Dal Bon, da sempre attento alla dimensione etica ed esistenziale del pensiero, accompagnerà il pubblico in un percorso che attraversa Nietzsche per interrogare il nostro modo di abitare il mondo, di ascoltare, di pensare e di creare senso oggi. L’introduzione di Onfray al volume offre un ulteriore livello di profondità, collocando il lavoro di Dal Bon all’interno di una tradizione filosofica che rifiuta l’astrazione pura per restituire centralità al corpo, alle passioni e alla vita concreta. In questo quadro, la musica diventa una forma di resistenza al nichilismo e alla sterilità del pensiero disincarnato.