Secondo dei tre incontri con il ciclo Fare con... Tra le tante forme in cui arte e artigianato si intrecciano, spicca l’universo raffinato dei gioielli fatti a mano, la leggerezza poetica della carta (realizzata in laboratorio) trasformata in oggetti e decorazioni, e la maestria del merletto, lavorato punto dopo punto con pazienza infinita. Fare con... (le mani) significa dare vita a un oggetto (di metallo, di pietre preziose, di carta, di intrecci di filo...), ma anche affidargli una storia, un gesto, un’intenzione creativa; con figure e colori. In questo dialogo indiretto a tre, tra arte e artigianato, ogni creazione è un ponte tra passato e futuro, tra memoria e innovazione, tra la dignità del lavoro manuale e la libertà dell’immaginazione.
Elisabetta Necchio terrà l’incontro La carta
Realizzare la carta a mano è un gesto antico con acqua, cellulosa e gesti attenti. Si scelgono con cura fibre naturali che andranno a intrecciarsi in modo permanente. Acqua, colla, spessori, trame, pressatura, aria. E poi il rapporto superficie-segno, la contaminazione con altri materiali, la lavorazione preventiva su matrici per organizzare e imprimere le forme. Così, il foglio di carta nasce e, tradizionalmente, diventa una sorta di tela, pronta ad accogliere forme e colori fondendo la sua natura viva con l’immaginazione di chi la tratta. Ma non è tutto. Proprio a questo punto Elisabetta Necchio ha giocato e sperimentato provando a portare alla luce le potenzialità espressive che sentiva presenti in questa materia. É nato così un nuovo processo creativo, un altro modo di far la carta che è diventato come un “intarsio” tra paste di cellulose diverse che andavano a formare direttamente il soggetto finale mentre giacevano ancora sul telaio di formazione. Questo metodo di lavorazione, quasi come una magia, origina un “dipinto” vero e proprio fatto di accostamenti di forme e tonalità colorate con un risultato sorprendente, perché - al di là del ritocco - non necessita di alcun intervento né pittorico né grafico successivo.