Incontro con Francesca Crescentini
La scrittrice presenta La vendetta è un ballo in maschera
Francesca Crescentini presenta La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con Il conte di Montecristo (Einaudi) dialogando con Francesca Marson.
Confessare di non aver mai letto un classico imprescindibile può produrre due reazioni opposte: c’è chi punta a farvi vergognare e c’è chi, invece, quasi si commuove per l’immane fortuna che ancora vi attende. Francesca Crescentini decide di bussare alla porta del Conte di Montecristo sentendosi sin dal principio una lettrice fortunatissima – ma anche in cerca di risposte. Grazie a un’idea inesauribile di stupore che le permette di destreggiarsi tra gli spigoli di un mondo non sempre cortese, l’autrice si mette sulle tracce di Alexandre Dumas e ne prende in prestito la prodigiosa energia. Dalle isole che hanno custodito il tesoro del Conte ai boulevard parigini che fanno ancora da sfondo vivissimo alla storia di Dantès, il Montecristo si trasforma in un’avventura da setacciare con allegra ossessione, sfidando il tempo e tutto quello che fatichiamo a spiegarci. Durante questo sorprendente viaggio in cui convivono Napoleone e le torte alla frutta, dimore da favola e favole della buonanotte, John Wick e duelli che non si concluderanno mai, Crescentini compone un omaggio al potere trasformativo delle storie. Un laboratorio narrativo in cui passato, presente, identità e ricerca della giustizia s’incontrano per sconfiggere l’impossibile. Con piglio pop e una buona dose di rabbia, La vendetta è un ballo in maschera esplora un viscerale sentimento di rivalsa per pretendere, finalmente, qualcosa di meglio dal destino. Del resto «la felicità fa finire subito le storie, ma sono i rodimenti e le ingiustizie ripugnanti a farle marciare spedite».