Paranoia Festival
«Paranoia Festival» torna per la sua quinta edizione e diventa itinerante: tre città, tre momenti tra cultura, musica e benessere mentale. Si parte da Bergamo l’8 e 9 maggio tra gres art 671 e Daste, per proseguire con Milano e Torino.
Torna «Paranoia Festival», il movimento culturale nato dal basso che mette al centro il benessere mentale delle nuove generazioni, trasformando la fragilità in una forza collettiva. Nato nel 2023 come risposta alla crisi di socialità post-pandemica, il Festival annuncia per il 2026 un’edizione ambiziosa e diffusa che partirà ufficialmente da Bergamo l'8 e il 9 maggio, proseguirà a Milano l'11 e il 12 settembre e si concluderà a Torino il 13 e il 14 novembre.
Un festival di due giorni sulla salute mentale, soprattutto delle nuove generazioni. Attraverso talk, concerti e performance, ogni edizione approfondisce un tema specifico, quello di quest'anno è Tutto questo niente: un invito a liberarsi dal peso del giudizio e riscoprire un rapporto più autentico con se stessi.
Programma
Sabato 8 maggio
alle 16, al gres art 671 «Algoritmi interiori: quanto la tecnologia sta cambiando il modo in cui ci percepiamo?»: un confronto su come l’intelligenza artificiale stia entrando nella nostra vita quotidiana e, sempre di più, nel modo in cui ci raccontiamo. Dal supporto digitale alla sfera più delicata della psicoterapia, della salute mentale, dell’identità e della percezione di sé, il panel distingue ciò che è davvero possibile oggi da ciò che è solo narrazione. Ospiti: Chiara Marita, content creator e speaker radiofonica, Gianluigi Ballarini, imprenditore e docente universitario all’Università di Pavia, specializzato nei processi di innovazione digitale e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale al marketing, Antonino La Tona, psicologo clinico e della salute, PhD e ricercatore post-doc presso l’Università degli Studi di Bergamo.
alle 17, al gres art 671 «Weaving Sounds: cosa succede quando trasformiamo noi stessi in suono?»: un workshop che dialoga con il tema della stagione, “Tutto questo niente”, dedicata all’identità come spazio vivo, in trasformazione, attraversato da desideri, pressioni, appartenenze e contraddizioni. Ogni partecipante è invitato a portare un oggetto personale capace di raccontare il rapporto tra sé e lo sguardo degli altri: un frammento identitario, una traccia concreta del proprio vissuto. Ospite Klaus, creator, artista e portavoce del festival.
alle 18.30, al gres art 671 «L’ospite ingombrante: cosa succede quando il corpo diventa il linguaggio con cui ci definiamo?»: un talk che affronta i disturbi alimentari senza sensazionalismi, partendo da vissuti, linguaggi e pressioni quotidiane che spesso li alimentano: controllo, performance, confronto, corpo come misura del valore. L’incontro mette a fuoco segnali, stereotipi e falsi miti, aprendo uno spazio di ascolto per capire cosa c’è dietro il sintomo: identità, emozioni, relazione con sé e con gli altri. Ospiti: Carolina de’ Castiglioni, attrice e divulgatrice, attiva sui temi della narrazione contemporanea e dell’identità, Carolina Kostner, pattinatrice artistica italiana e campionessa olimpica, mondiale ed europea, Andrea Greco, ricercatore all’Università degli Studi di Bergamo.
dalle 19.30 alle 21, al gres art 671 «Ritmi in ascolto»: un momento musicale pensato come spazio di attraversamento e restituzione emotiva, in dialogo con i temi del festival. Ospite Giorgio Di Majo.
dalle 22, al Daste «Night Session», Il momento serale del festival, dedicato alla musica come esperienza collettiva, immersiva e identitaria. Con Giorgio Di Majo b2b Oulcan, Utopia Crew e Klaus.
Domenica 9 maggio
dalle 11.30, al gres art 671 «Oltre la prestazione: chi è un atleta quando lo sport non basta più a definirlo?»: Cosa succede quando si spengono i riflettori? Quando la prestazione si interrompe, il corpo si ferma o la carriera cambia direzione, per uno sportivo si apre uno spazio spesso invisibile, fatto di pressione, vuoto, infortunio e ridefinizione di sé. Il panel esplora proprio questo momento di transizione, in cui l’identità costruita attorno alla performance viene messa in discussione. Attraverso uno sguardo che intreccia esperienza e analisi, l’incontro indaga il rapporto con il fallimento, la gestione delle aspettative, il peso dello sguardo pubblico e la necessità di immaginarsi oltre il proprio ruolo. Con Marco Cattaneo, giornalista sportivo e conduttore televisivo, Andrea Bariselli, neuroscienziato e psicologo, CEO di Strobilo, Cristina Chirichella, pallavolista italiana ed ex capitana della nazionale azzurra, e Dario Morello, pugile italiano, tra i prospetti più interessanti del panorama nazionale nei pesi medi.
dalle 14, al gres art 671 «Età del vetro: le generazioni d’oggi hanno più ansia rispetto al passato?»: L’umanità è all’apice del suo progresso tecnologico: abbiamo risolto problemi che per millenni sono sembrati insormontabili, eppure non ci siamo mai sentiti così fragili. Mentre il benessere cresce, un’epidemia silenziosa di ansia sembra attraversare la società, trovando nei più giovani i suoi protagonisti più esposti. Ma le nuove generazioni sono davvero più ansiose rispetto al passato? Attraverso dieci interviste a persone dai 10 ai 100 anni, il documentario indaga come sia cambiato nel tempo il nostro rapporto con l’ansia, mettendo in dialogo età, esperienze e immaginari diversi. Con Nicolò Cacace, autore del documentario, e Andrea Bariselli, neuroscienziato e psicologo, CEO di Strobilo.
alle 15, al gres art 671 «I ragazzi raccontati: chi costruisce davvero l’immagine delle nuove generazioni?»: a partire dal tema di questa edizione del festival, l’identità, il panel si propone come uno spazio di dialogo e riflessione su come le storie dei giovani siano state raccontate nel tempo e su come continuino a essere costruite oggi attraverso linguaggi diversi. Dalla letteratura al giornalismo, fino alle nuove forme di storytelling contemporaneo, il racconto delle generazioni diventa uno strumento fondamentale per comprendere i cambiamenti sociali e culturali, ma anche per ridefinire l’immaginario collettivo. Con Chiara Maiuri, psicologa clinica e terapeuta EMDR, Klaus, creator, artista e portavoce del festival, Luca Cena, libraio antiquario e autore del libro Il Biblionauta, Francesco Maesano, giornalista politico del Tg1 e Eleonora Riso, cuoca e content creator.
alle 16.30, al gres art 671 «Disegnare per essere: cosa succede quando diamo forma a ciò che sentiamo?»: un laboratorio pratico e immersivo in cui scrittura e segno diventano strumenti per esplorare il proprio mondo interiore e trasformare pensieri ed emozioni in una forma espressiva personale. Attraverso esercizi guidati e momenti di condivisione, i partecipanti lavorano su ascolto, immaginazione e consapevolezza, sperimentando un modo semplice e concreto di mettere fuori ciò che spesso resta dentro. Con Shutup Claudia
alle 17.30, al gres art 671 «Dalle parole alle scelte: come trasformare il confronto in azioni concrete?»: il momento finale del palinsesto: un confronto tra istituzioni, Paranoia Festival e psicologia per tirare le fila dei temi emersi e riportarli sul terreno delle decisioni concrete. Il talk mette a fuoco cosa significa oggi parlare di benessere mentale come questione pubblica: scuola, lavoro, accesso ai servizi, prevenzione, linguaggio e responsabilità collettiva. Non un panel di chiusura, ma un passaggio di testimone: dalla discussione alle priorità. Con Giorgio Gori, giornalista, imprenditore ed europarlamentare, Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, e Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.