La dodicesima notte
di William Shakespeare
con gli allievi della scuola di teatro diretta da Christian Poggioni
Travestimenti, equivoci, amori impossibili e identità che si confondono in una delle commedie più brillanti e misteriose di Shakespeare. La storia prende avvio da un naufragio che separa due gemelli, Viola e Sebastiano, facendoli approdare sulle coste dell’Illiria. Credendo il fratello morto, Viola si traveste da uomo e, con il nome di Cesario, entra al servizio del duca Orsino, innamorato senza speranza della contessa Olivia. Ma Olivia, a sua volta, si innamora proprio di Cesario, ignara della sua vera identità, mentre Viola si scopre segretamente innamorata di Orsino. Nasce così una vertiginosa catena di equivoci, desideri incrociati e passioni non corrisposte, ulteriormente complicata dal ritorno inatteso di Sebastiano e da una vivace trama comica fatta di beffe e smascheramenti.
Il titolo rimanda a una festa del calendario elisabettiano: la Dodicesima notte, che chiudeva il periodo natalizio (per noi il giorno dell’Epifania). Era tradizionalmente un giorno di licenza e rovesciamento dell’ordine sociale: ci si travestiva, si scambiavano i ruoli, si sospendevano le gerarchie e, almeno simbolicamente, era permesso fare quel che si voleva. Un tempo di maschere, gioco e libertà, in cui il mondo sembrava capovolgersi prima di tornare alla normalità. Shakespeare fa di questa festa il cuore simbolico della commedia: le identità si trasformano, i desideri si confondono e i confini tra maschile e femminile, verità e apparenza, ragione e follia diventano sottilissimi. L’amore, nelle sue forme più nobili e ridicole, travolge tutti: idealizzato, capriccioso, improvviso, spesso cieco.
Tra musica, festa e malinconia, La dodicesima notte celebra il piacere del teatro come spazio di metamorfosi e libertà, invitando lo spettatore ad abbandonarsi al gioco e ad accettare che, almeno per una notte, il mondo possa essere rovesciato: quel che volete, appunto.'