La Galleria Diaz 14 presenta Astratte trasparenze, una selezione inedita di opere su crilex di Alvaro Molteni, in un viaggio attraverso la sperimentazione e l'evoluzione della sua ricerca artistica
La mostra, curata da Luigi Cavadini, propone opere poco conosciute dell’astrattista, dipinte a olio su lastre di crilex trasparente, che rappresentano una inedita chiave di lettura della ricerca, sempre rigorosamente astratta ma via via più lirica e rarefatta, che l’artista ha condotto lungo tutta la sua vita. Dagli esordi negli anni Quaranta del Novecento, giovanissimo, sotto la guida dei maestri dell’Astrattismo storico comasco (soprattutto Manlio Rho, Carla Badiali, Aldo Galli), fino alla produzione più personale definita “lirica” dal critico Luciano Caramel, il lavoro di Molteni ha via via sperimentato dimensioni e tecniche diverse.
L’esposizione è completata da opere a olio su tavola del periodo compreso tra il 1990 e i primi anni 2000 (alcune con inserimento di piccole luci a led di colore rosso) che si rifanno all’ultima produzione della pittura di Molteni, e da alcuni bassorilievi in carte ritagliate e sovrapposte (retroilluminati e non).
«Le opere principali di questa mostra – spiega il curatore - documentano un versante particolare della ricerca di Molteni, quello in cui l’artista ha cercato di mostrare qual era il suo obiettivo d’arte. Lo ha illustrato ampiamente nei tanti suoi dipinti a fondo grigio-azzurro (un colore steso uniformemente fatto di luce e di null’altro) su cui si muovono forme, segni e colori. Ma la sua aspirazione era quella di poter dipingere l’aria, cioè di poter tracciare i suoi pensieri e le sue emozioni nel vuoto. Era l’unico modo per mostrarli così come lui li aveva pensati. Immaginava di vedere i suoi lavori volteggiare nell’aria. Ecco allora l’idea. Sceglie alcuni dei suoi bozzetti molto schematici e anziché dipingerli su tela o su tavola usa come supporto il crilex, che altro non è che vetro plastico in polistirene, quindi trasparente. Ottiene così di poter far vivere i suoi dipinti non più nella forma piatta tipica della pittura, ma nella trasparenza dello spazio così come si erano originati nella sua mente».
«Con questa esposizione dedicata a un Molteni sperimentatore – conclude Francesco Murano, architetto e light designer di fama internazionale e patron di Diaz 14 – celebriamo il nostro primo anno di attività. Il nostro auspicio è che questo spazio continui a valorizzare le opere dei grandi artisti storici del territorio e, allo stesso tempo, a dare voce ai giovani talenti della contemporaneità, capaci di esprimere la propria creatività con mezzi, tecniche e materiali innovativi. L’arte moderna ci offre una varietà straordinaria: ci provoca, ci sorprende, ci invita a guardare oltre. Ed è proprio questa ricchezza che desideriamo condividere con il nostro pubblico».
Alvaro Molteni (1920 – 2015) nasce a Como nel 1920. La sua produzione artistica si inserisce nell’ eccezionale periodo dell’Astrattismo storico comasco, sviluppatosi a partire dagli Anni ’30 intorno a figure di riferimento del calibro di Giuseppe Terragni, Manlio Rho, Mario Radice, Carla Badiali. Nato in una famiglia povera, frequenta la scuola d’arti e mestieri Castellini in Como e inizia a lavorare nello studio di disegno tessile del pittore Mario Persicalli. Terminati gli studi, nel 1938 viene assunto dallo studio di disegnatori tessili Sala e Galli: un passaggio importante perché qui conosce il pittore Aldo Galli che lo introduce nell’ambiente artistico locale. Sulla filiera del tessile si fondava allora l’economia della città che ruotava intorno alla produzione serica e molti artisti si sostenevano mettendo la loro creatività al servizio dell’industri comasca. Molteni lavorerà poi nello studio di Carla Badiali fino al 1944. È in quegli anni che il giovane disegnatore si esercita nella pittura sotto la guida di maestri come Terragni, Rho, Badiali. Dal 1945 al 1960, Molteni prosegue sia l’attività di disegnatore tessile mettendosi in proprio e infine collaborando in esclusiva con le seterie Antonio Ratti, sia la ricerca artistica che conduce sempre più in forma privata e nascosta. La sua prima esposizione pubblica avviene nel 1983, presso le Serre Ratti di Como. Da lì in poi, si susseguono mostre personali e collettive presso sedi istituzionali e private in Como e presso la galleria Artestruktura di Milano e in altre città. L’archivio dei disegni tessili di Alvaro Molteni è stato recentemente acquisito da GentiliMosconi spa.
La mostra è visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.