Incontro con Giancarlo De Cataldo
Il magistrato scrittore presenta Una storia sbagliata
Giancarlo De Cataldo presenta Una storia sbagliata (Einaudi) dialogando con Sabrina Sigon
Il boom economico ha perso slancio e le conseguenze della crisi sono sempre più evidenti. La criminalità si organizza, lo scontro politico cresce. In Italia si apre una stagione carica di tensioni, ma anche ricca di entusiasmo e creatività. Le strade sono colorate da una generazione che vuole cambiare il mondo accordandolo al ritmo del rock. Per chi detiene il potere, una provocazione. Una sfida. Soprattutto un’occasione da sfruttare. Quando gli chiedono di occuparsi, in modo non ufficiale, della morte per overdose di una ventenne, il vicecommissario Paco Durante capisce che dietro la diffusione dell’eroina c’è qualcosa di più del semplice interesse economico. Ma ogni volta che si trova a un passo dalla verità, la vede svanire sotto il naso. A ostacolarlo sono mani invisibili che cancellano prove, mettono a tacere voci scomode e riscrivono la Storia. Così, tra inseguimenti, false piste e serate mondane – in cui si incrociano personaggi dello spettacolo, spie, sbirri e intellettuali di sinistra –, la sua indagine andrà avanti per anni. Fino a giungere a un inatteso, drammatico epilogo.
La presenza di De Cataldo a Como ha anche un significato particolare per la collaborazione con Aslico e Opera Education. Lo scrittore, infatti, è il librettista della XXX edizione di Opera domani, la seconda opera civica: Piccolo orso e la montagna di ghiaccio, su musiche di Giovanni Sollima.L’incontro diventa anche un’occasione per aprire idealmente il percorso verso Parolario 2026 (10 - 15 giugno), intitolato: Chi è stato? scrittura, deduzione, algoritmi: da Agatha Christie all’Intelligenza Artificiale. Il festival propone un percorso culturale che attraversa letteratura, storia, scrittura, tecnologia e pensiero contemporaneo, per riflettere su come oggi interpretiamo i segni, costruiamo la verità e leggiamo il mondo. In questo senso, Giancarlo De Cataldo inaugura simbolicamente il festival, diventandone il primo ospite annunciato e incarnandone lo spirito: la deduzione come chiave per comprendere ieri e oggi.