Prosegue Zelbio Cult, la rassegna diretta da Armando Besio, sostenuta dalla Pro Loco e dal Comune di Zelbio e arrivata alla XX edizione, con Massimo Zamboni, affiancato da Cristiano Roversi (chitarre) e Erik Montanari (tastiere). Musicista e cantautore, Zamboni è stato chitarrista e compositore dei Cccp – Fedeli alla linea e successivamente dei Csi. Nei primi anni 80, grazie al sodalizio con Giovanni Lindo Ferretti incontrato a Berlino Ovest, definisce l’estetica del “punk filosovietico”: i due artisti insieme pubblicarono in quegli anni album che hanno ridefinito la musica indipendente italiana. Successivamente Zamboni inizia a scrivere testi e romanzi: con Einaudi pubblica L’eco di uno sparo (2015), Nessuna voce dentro (2017) e La trionferà (2021), fino al recente Pregate per Ea (2026).
Sul palco zelbiese, Massimo Zamboni porta avanti il sodalizio artistico con Roversi e Montanari, celebrando cosi le sue due vite parallele: quella di scrittore e quella di musicista. Il reading musicale di Pregate per Ea è una prima assoluta.
Il romanzo è nato per caso dalla scoperta di una lapide nascosta in un bosco in Val D’Asta. Sulla lapide un nome e una richiesta di giustizia che l’autore, per la sua consanguineità con quel crinale d’Appennino, accoglie come un richiamo. L’indagine letteraria si trasforma in una discesa nel tempo profondo, dove i documenti storici si confondono con le dicerie, gli atti giudiziari con le leggende familiari e dove si scopre una frattura nel ritratto di una comunità di montagna divisa in due ordini: uno antico e uno nuovo. Zamboni trasforma, attraverso la scrittura, il racconto di una violenta uccisione in un’operazione di memoria collettiva, memoria per anni occultata perché “il non detto governa più dell’indicibile”.