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Venerdì
17
Aprile

Paesaggi da abitare

Humanities festival 2026

Abitare il paesaggio è assumere una postura: scegliere come stare e dove sostare, quando attraversare e con chi coabitare. Tra limite e sconfinamenti, abitudine e spaesamento, l’abitare è una pratica situata, relazionale, che crea appartenenza, cerca protezione e che implica cura, ascolto, trasformazione. È l’individuo che si fa comunità entrando in risonanza con l’altro, umano e non umano, riconoscendo e abitando il paesaggio come un intreccio complesso di presenze, storie, tensioni e possibilità. Ogni paesaggio è come un ecotono: un luogo di transizione, di confronto, di negoziazione, di mescole generative e di scambi.

Ore 18.15 - Incontro Urban interiors: la nuova forma dello spazio pubblico a cura di Mechrí / Laboratorio di filosofia e cultura. Cristina Bianchetti dialoga con Florinda Cambria. Lo spazio pubblico, le sue forme, gli usi, i valori costituiscono un tema classico degli studi urbani. Tema che ha accompagnato il progetto moderno e che si ripresenta in modi non tradizionali nella città contemporanea abitata da popolazioni plurali, difficilmente riconducibili a un orizzonte o a una storia comune. Oggetto del dialogo sono le nuove forme dello spazio pubblico nella città contemporanea. Proponiamo di usare il sintagma Urban interiors, indicando con esso la presenza di spazi eterogenei, cavi, abrasi, frammentari; spazi vissuti come fossero interni, capaci di comunicare una dimensione transitoria protettiva, immunitaria, ripiegata su sé stessa. La dimensione di un guscio. Quella di una soglia che protegge. Urban Interiors sono spazi che non sono in comune con tutti, pur non essendo riservati in alcun modo, generati dalla densità e dalla specificità delle relazioni tra coloro che li frequentano. Permettono il respiro della città, la presa di distanza, una visibilità non indifferenziata. Sono spazi di intimité e di extimité. L’ipotesi che regge questo dialogo è radicale: sono questi spazi informali, intermittenti e temporanei che permettono di abitare la città. Spazi porosi che si trovano nelle pieghe dei tessuti compatti, ma sono analogamente presenti in quelli sfrangiati delle periferie. Sempre circoscritti, ma capaci di contenere molte storie, il cui non dimenticato archetipo è lo scavo di Les Halles in Touche pas à la femme blanche! (Marco Ferreri, 1974). È ancora l’annodamento tra spazi e corpi la questione al centro di questo dialogo sullo spazio pubblico nella città contemporanea. Seguirà brindisi d’inizio stagione. Prenotazione consigliata qui.


Ore 20.30 Proiezione cinematografica

Le città di pianura (Italia / Germania, 2025, durata 1 ora e 40 minuti) di Francesco Sossai con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi

Carlobianchi e Doriano, due spiantati cinquantenni, hanno un’ossessione: andare a bere l’ultimo bicchiere. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per caso in Giulio, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori lo trasformerà profondamente. E nell’aria densa di Marghera, tra i dialetti stretti, le birre e le autostrade, riscoprirà posture per abitare e attraversare la città, l’amore e, infine, sé stesso.

Evento al completo.

Informazioni

Prezzo: ingresso libero con prenotazione consigliata
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Contatti

Telefono: +390312287620
Email: [email protected]

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Data e Ora

Inizio: venerdì 17 aprile 2026 17:30

Fine: venerdì 17 aprile 2026 22:30

Giorni di apertura
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Luogo
Villa del Grumello

Como, via per Cernobbio 11