La canzone – Eterna e mutevole
Giulia Bolcato, soprano, e Gianluca Geremia, liuto e tiorba, ripercorrono cinque secoli di canzone, dalla grazia del primo Seicento italiano al Novecento, tra suggestioni francesi e spagnole.
Il Barocco rappresenta l'Età del Disordine, in cui i compositori sospesero ogni sapere per concedersi ""al rischioso brivido della sperimentazione"", lasciando in eredità una musica viva, instabile, e per questo infinitamente moderna. Il titolo della rassegna ""Il futuro è barocco"" nasce proprio da questa consapevolezza: nel Barocco ritroviamo l'origine di ogni ricerca contemporanea, la scintilla dell'invenzione, la libertà del linguaggio in trasformazione.
A chiudere la rassegna è un genere che di questa libertà è forse l'esempio più duraturo: la canzone. Una voce che racconta, sorretta da poche corde — un rapporto diretto tra parola e suono che attraversa cinque secoli senza invecchiare. Giulia Bolcato (soprano) e Gianluca Geremia (liuto, tiorba e chitarra) ne seguono il filo dalla grazia italiana del primo Seicento fino al Novecento, tra suggestioni francesi e spagnole, le miniature di Mozart e la scrittura intima e teatrale del compositore spagnolo Joaquín Rodrigo. Un viaggio in cui la canzone cambia lingua e colore restando sempre se stessa: eterna e mutevole. La serata si apre con un aperitivo di benvenuto e la visita libera alle sale storiche del Palazzo; a seguire, incontro con gli artisti in terrazza. Posti limitati.
Foto: Paolo Biava
18:00 –aperitivo di benvenuto e visita libera alle sale
Ore 19:00 – Concerto (un'ora circa)