Prima della stagione concertistica del Sociale
L’Orchestra sinfonica di Milano esegue Čajkovskij, Chačaturjan e Šostakovič
Inaugurazione della Stagione concertistica 2026/27 con l’Orchestra sinfonica di Milano in Čajkovskij / Chačaturjan / Šostakovič in collaborazione con Amici della Musica di Cernobbio in occasione del loro 60° anniversario. Pianoforte Alexandra Dovgan, direttore Emmanuel Tjeknavorian.
Un viaggio nella musica russa tra Ottocento e Novecento, attraverso tre compositori capaci di raccontare mondi profondamente diversi ma accomunati da una straordinaria forza espressiva. È un concerto che riunisce Pëtr Il'ič Čajkovskij, Aram Chačaturjan e Dmitrij Šostakovič, affidandone l’interpretazione a due protagonisti di spicco del panorama internazionale: Emmanuel Tjeknavorian, direttore musicale dell’Orchestra sinfonica di Milano dal settembre 2024 e vincitore del Premio Abbiati come migliore direttore d’orchestra e del premio Opus Klassik, considerato oggi uno dei più talentuosi direttori, e la giovane pianista Alexandra Dovgan, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano.
Al centro della serata il celeberrimo Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Čajkovskij, una delle pagine più amate del repertorio pianistico. Una partitura dalla scrittura appassionata e virtuosistica, nella quale il pianoforte e l’orchestra si confrontano in un continuo dialogo, tra slancio lirico, impeto e grande energia musicale. A interpretarlo sarà Alexandra Dovgan, classe 2007, già protagonista di una sorprendente carriera internazionale. Artista in residenza dell’Orchestra sinfonica di Milano per la Stagione 2026/27, Dovgan si è esibita nelle più prestigiose sale da concerto internazionali e ha collaborato con direttori e orchestre di primo piano. Il suo pianismo si distingue per una profondità e una consapevolezza non comuni, unite a una particolare purezza espressiva: un approccio nel quale, come sottolinea la sua biografia artistica, il virtuosismo non è mai fine a se stesso, ma è al servizio della musica e della sua forza comunicativa.
Il programma prosegue con Aram Chačaturjan, compositore armeno tra le figure più originali della musica sovietica, attraverso alcune delle pagine più celebri del balletto Spartacus: l’Adagio di Spartaco e Frigia dalla Suite n. 2 e la Variazione di Eghina e Baccanale dalla Suite n. 1. Musica fortemente teatrale e immaginifica, capace di trasformare l’orchestra in un vero strumento narrativo, alternando lirismo, sensualità, energia ritmica e grandiosità.
A chiudere il concerto sarà la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 di Dmitrij Šostakovič, una pagina sorprendente per leggerezza e ironia. Composta nel 1945, dopo le monumentali sinfonie legate agli anni della guerra, la Nona si allontana infatti dalle aspettative di una celebrazione trionfale per costruire un universo musicale più agile, brillante e insieme sottilmente disincantato.
Tre compositori, tre epoche e tre differenti modi di intendere la musica diventano così i protagonisti di un unico percorso, nel quale tensione e leggerezza, energia e disincanto si alternano e si incontrano.