Grazie della squisita prova
di Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Nicola Borghesi
scritto da Nicola Borghesi
regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Grazie della squisita prova è un incontro teatrale tra generazioni, visioni e modi di stare in scena. Protagonisti sono Enzo Vetrano e Stefano Randisi, storica coppia teatrale attiva dal 1976, attori, autori e registi che rappresentano il cuore pulsante di una tradizione teatrale antichissima e insieme contemporanea, e Nicola Borghesi, autore, regista e attore trentacinquenne, voce rappresentativa del teatro documentario. I tre si conoscono nei corridoi dei teatri che frequentano abitualmente, si parlano, si vanno a vedere in scena. Tra loro scatta una strana, ineffabile scintilla: una forma di amore per il teatro che nessuno sa bene definire, ma che tutti riconoscono come comune. Le loro vite artistiche sembrano lontane anni luce, appartenenti a mondi diversi e incomparabili, eppure hanno molto da dirsi. Forse perché il teatro, da sempre, custodisce un mistero che va ascoltato e tramandato.
Lo spettacolo è un dialogo vivo tra due universi: da una parte la bulimia inquieta e disorientata di Borghesi, dall’altra la serena e profonda consapevolezza di Vetrano e Randisi, che fanno i conti con il tempo, con ciò che è stato fatto e ciò che ancora si può immaginare. Un confronto generazionale, ma anche un confronto esistenziale, che attraversa la scena con leggerezza, passione, ironia e malinconia.
A partire da interviste raccolte da Borghesi, lo spettacolo prende forma come un vero e proprio discorso sul teatro. I ricordi personali dei due attori si intrecciano alle memorie degli spettacoli che hanno segnato la loro lunga carriera, riportando in scena interpretazioni capaci di sfidare il tempo e la morte. Borghesi, da regista e osservatore, entra ed esce dalla scena, come un allievo che espone i propri dubbi davanti a due maestri. In scena, Nicola, Enzo e Stefano interpretano sé stessi, dando vita a un inno sincero al teatro e alla vita.
Il titolo, Grazie della squisita prova, è un’ironica citazione di Leo De Berardinis per indicare una prova non riuscita. Qui, invece, diventa omaggio affettuoso a ciò che nel teatro resta vivo anche quando sembra perduto: il desiderio, la ricerca, l’incontro.