Galileo, oltre le stelle
di e con Corrado d’Elia
scene e grafica di Chiara Salvucci
Prosegue al Teatro Sociale di Como la Stagione 2026 / 27 Volt, dedicata alla scienza e alla figura di Alessandro Volta, con un appuntamento che attraversa la storia del pensiero scientifico per interrogarsi sul rapporto tra conoscenza, libertà e ricerca della verità. Al centro dello spettacolo c’è Galileo Galilei, ma non soltanto il grande scienziato celebrato dai libri di storia. Corrado d’Elia sceglie di raccontare soprattutto l’uomo, con le sue inquietudini, le sue contraddizioni, la solitudine e il bisogno di comprendere il mondo attraverso l’osservazione e il pensiero. Dal telescopio che apre nuovi orizzonti sulla conoscenza alle scoperte sulle leggi dei corpi cadenti, fino al processo dell’Inquisizione, all’abiura e all’esilio, il percorso di Galileo diventa così un viaggio dentro una delle grandi tensioni della storia moderna: quella tra scienza e fede, libertà e potere, sapere e paura.
Lo spettacolo va oltre il racconto biografico per entrare nella dimensione più intima del personaggio. Galileo emerge come un uomo capace di meravigliarsi davanti alle stelle e, nello stesso tempo, di interrogarsi continuamente sul senso dell’universo e sul proprio posto nel mondo. Un uomo che, di fronte alla necessità di scegliere tra la propria verità e la possibilità di sopravvivere, si trova a fare i conti con il conflitto tra l'intelletto e il dogma. La scienza diventa teatro e racconto dell’essere umano: non soltanto un insieme di scoperte, ma un modo di guardare il mondo, di porsi domande e di mettere continuamente alla prova ciò che crediamo di sapere. «Non siamo qui per possedere la verità, ma per cercarla», è la frase di Galileo scelta come epigrafe dello spettacolo. Ed è proprio la ricerca – più ancora della risposta – a diventare il cuore del racconto.
«C’è sempre stato, nelle mie drammaturgie, nei miei album, un filo conduttore: la ricerca di verità, il coraggio di andare oltre, di raccontare il genio, il bisogno di esplorare il pensiero e l’anima umana. Con Galileo oltre le stelle sento di aver intrapreso un viaggio ancora più profondo. – racconta lo stesso d’Elia – Scrivere è stato un vero atto di esplorazione. Volevo che questo testo fosse vivo, vibrante, una narrazione che non si limitasse a informare, ma che immergesse lo spettatore in un'esperienza autentica e viscerale. Una partitura emotiva, un flusso di pensiero che segue il battito delle intuizioni e delle ossessioni di Galileo. Questo spettacolo è il mio modo di restituire a Galileo la voce che gli è stata tolta. Non solo la voce dello scienziato, ma quella dell’uomo. Una storia che non è solo un grande racconto di scienza, ma prima di tutto una storia di libertà». Galileo, oltre le stelle diventa così un invito a guardare oltre ciò che già conosciamo, a dubitare, a porre domande. Perché, come suggerisce lo spettacolo, la verità non è un punto d’arrivo, ma un viaggio.