Il malato immaginario
di Molière
Adattamento e traduzione Angela Dematté
Regia Andrea Chiodi
con Tindaro Granata, Lucia Lavia, Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi e Ottavia Sanfilippo
Scene Guido Buganza
Costumi Ilaria Ariemme
Luci Cesare Agoni
Musiche Daniele D'Angelo
Consulenza ai movimenti Marta Ciappina
Assistente alla regia Elisa Grilli
Andrea Chiodi, regista anche dell’opera L’elisir d’amore che ha aperto questa stagione 2025-26 a settembre, porta in scena l’ultima opera di Molière, Il malato immaginario, tra i testi più fortunati e autobiografici del celeberrimo drammaturgo francese, di cui sono protagonisti Lucia Lavia e Tindaro Granata, insieme ad un cast di ottimi interpreti. La produzione del Centro Teatrale Bresciano, in coproduzione con Lac Lugano arte e cultura e Viola Produzioni Roma, vede la drammaturgia di Angela Dematté.
Scritta nel 1673, anno della scomparsa del suo autore, la commedia – o meglio comédie-ballet – è un attacco ai medici, fatto che testimonia l’odio viscerale di Molière per la categoria. E sarà un Malato immaginario onirico e irriverente quello firmato da Chiodi, divertente e contemporaneo nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante, circondato da medici inetti e furbi farmacisti, ben felici di alimentare le sue ansie per tornaconto personale. Come l’avaro Arpagone, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno, prigioniero della sua stessa paura, un’ossessione – l’ipocondria – che in questa nuova versione del capolavoro di Molière diventerà piena protagonista.