Il mito incontra la tradizione serica comasca in Graie, installazione di fiber art visiva e sonora firmata da Marianna de Leoni, in dialogo con una composizione site – specific del musicista Claudio Rovagna. L’opera è proposta nell’ambito della Lake Como creativity week.
Al centro dell’installazione sono abiti femminili in seta, insieme a elementi in acciaio inox, che trasformano lo spazio espositivo in un ambiente sospeso fra dimensione pittorica, scultura e teatro. Il riferimento sono le graie della mitologia greca, figure anziane e depositarie di una sapienza antica, accomunate dal possesso di un solo occhio che condividono. Un’immagine che l’artista interpreta soprattutto come metafora della soglia, del passaggio fra epoche e dimensioni. La seta diventa così il filo che unisce memoria e contemporaneità: materia dalla forte valenza tattile e visiva, con la sua lucentezza e la capacità di modellare lo spazio attraverso gli abiti. Non semplici elementi decorativi, ma presenze autonome, capaci di suggerire una narrazione e una drammaturgia.
A questa componente visiva risponde il soundscape di Rovagna, che interagisce con l’installazione e ne accentua il carattere immersivo, dando voce alla dimensione di silenzio suggerita dalle forme. Graie nasce all’interno di Habitus, progetto presentato da Specchi sonori nell’ambito del percorso Trame sonore, che mette in relazione materia, corpo, suono, memoria e trasformazione.
L’intervento si collega anche alla pratica RiArtEco, basata sul recupero e sulla trasformazione dei materiali, e alla visione del Terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto. In questa prospettiva il vuoto contenuto negli abiti diventa uno spazio simbolico di presenza e relazione, in dialogo con il centro generativo del segno trinamico dell’artista.
La mostra sarà poi visitabile fino a domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.