Stramonio - Metamorfosi
Festival culturale dedicato alla figura delle streghe e alla loro persecuzione
Stramonio è un festival culturale dedicato alla figura delle streghe e alla loro persecuzione. Attraverso un approccio trasversale che parte dalla riflessione storica, filosofica, antropologica, giuridica e che si declina in ambito artistico su più fronti (letteratura, cinema, arti visive, musica, teatro, danza...), la stregoneria diventa un suggestivo dispositivo per esplorare, da una prospettiva privilegiata, alcune delle principali tematiche della contemporaneità̀ legate al femminile, alle questioni di genere e alla violenza sulle donne ma non solo. Caratterizzato da uno sguardo critico ed indipendente, il festival sarà un’occasione di incontro e scambio anche su altre questioni di fondamentale rilevanza per il presente, quali ad esempio il rapporto tra natura e cultura, l’ecologia e la tutela dei diritti umani.
Il fil rouge di questa terza edizione si concentrerà sul concetto di Metamorfosi. La strega è, per eccellenza, la figura del mutamento: colei che trasforma la materia, che guarisce, che cambia forma e che sovverte l'ordine stabilito. Il legame tra stregoneria e metamorfosi affonda le radici nel mito profondo: dalla stryx della cultura romana alle streghe della Tessaglia, fino alla Circe omerica e allo shapeshifting (il mutamento di forma) delle tradizioni sciamaniche precristiane. Se nel tardo Medioevo l’Inquisizione ha demonizzato questa fluidità corporea interpretandola come un patto col demonio per esorcizzare la paura maschile e istituzionale della donna inafferrabile e sovrana del proprio corpo — oggi quel concetto si trasforma in un manifesto di liberazione. In un'ottica politica contemporanea e intersezionale, la metamorfosi diventa il rifiuto categorico di un'identità fissa imposta dal patriarcato. Il potere costituito ha bisogno di incasellare i corpi per renderli prevedibili e mercificabili; modificare la propria forma — che sia di genere, biologica o identitaria — significa opporsi a questa logica, trasformando la rivendicazione del diritto alla trasformazione in un radicale atto di sabotaggio.
Il festival esplorerà anche la metamorfosi in chiave ecologica. La strega moderna muta forma per dimostrare che lo status quo non è un destino biologico, ma una costruzione fragile. In un sistema capitalista ed estrattivista che tratta la Terra come una risorsa inerte da sfruttare, la strega-mutaforma vuole abbattere la gerarchia uomo-natura. Trasformarsi idealmente in animale, pianta o elemento naturale significa praticare una vera e propria "solidarietà multispecie".
La metamorfosi si spoglia così del suo significato sovrannaturale per diventare una risposta urgente alla crisi. In un'epoca di conflitti e di profonde transizioni sociali, ecologiche e culturali, essa rappresenta un’utile chiave di lettura per abitare il presente: non soltanto un cambio di pelle, ma un vero e proprio cambio di paradigma.
Programma
Ore 10 Inaugurazione
Ore 10.15 Il corpo, la metamorfosi, la strega. Incontro con Francesca Matteoni, storica, poeta, scrittrice
Ore 11.30 Alle origini del sessocidio: una lettura ecofemminista della caccia alle streghe. Incontro con Sara Marchesi, editor e traduttrice
Ore 15 Angela Putino: donna guerriera. Incontro con Carlotta Cossutta, ricercatrice in filosofa politica
Ore 16.30 Creatività è politica: l’arte nemesiaca. Incontro con Elvira Vannini, storica dell’arte, fondatrice hotpotatoes.it e docente Naba - Nuova accademia di belle arti, Milano. A seguire la proiezione del film Le sibille, di Lina Mangiacapre, 1977
Ore 19 Pietre o di un’indicibile tenerezza. Performance site - specific. Progetto di Collettivo Micorrize. Danza Marta Lucchini, installazioni Rosa Lanzaro, live painting Elena Mistrello. A cura di Associazione Villa del Grumello.
Ore 19.45 Aperitivo e dj set Quite a village
In occasione del festival sarà aperta al pubblico Quando hanno finito di bruciare le streghe hanno aperto manicomi, esposizione - archivio con materiali di ricerca, manifesti, tracce visuali e documentali del collettivo femminista Le Nemesiache. A cura di Elvira Vannini (courtesy Fondazione Badaracco).