Marco Amerighi a Storie in piazza
Lo scrittore ospite del Feat.club della Ubik
Marco Amerighi presenta Randagi (Bollati Boringjieri) e invita alla lettura di Fuga senza fine (Adelphi) di Joseph Roth.
Randagi - A Pisa, in un appartamento zeppo di quadri e strumenti musicali affacciato sulla Torre pendente, Pietro Benati aspetta di scomparire. A quanto dice sua madre, sulla loro famiglia grava una maledizione: prima o poi tutti i Benati maschi tagliano la corda e Pietro – ultimogenito fifone e senza qualità – non farà eccezione. Il primo era stato il nonno, disperso durante la guerra in Etiopia e rimpatriato l'anno dopo con disonore. Il secondo, nel 1988, quello scommettitore incallito del padre, Berto, tornato a casa dopo un mese senza il mignolo della mano destra. Quando uno scandalo travolge la famiglia, Pietro si convince che il suo turno è alle porte. Invece a svanire nel nulla è suo fratello maggiore Tommaso, promessa del calcio, genio della matematica e unico punto di riferimento di Pietro; a cui invece, ancora una volta, non accade un bel niente. Per quanto impegno metta nella carriera musicale, nell'università o con le ragazze, per quanto cambi città e nazione, per quanto cerchi di tagliare i ponti con quel truffatore del padre o quella ipocondriaca della madre, la sua vita resta un indecifrabile susseguirsi di fallimenti e delusioni. Almeno finché non incontra due creature raminghe e confuse come lui: Laurent, un gigolò con il pallino delle nuotate notturne e l'alcol, e Dora, un'appassionata di film horror con un dolore opposto al suo. E, accanto a loro, finalmente Pietro si accende. Con una trama ricca di personaggi sgangherati e commoventi, e una voce in grado di rinnovare linguaggi e stili senza rinunciare al calore della tradizione, Randagi è un romanzo sulla giovinezza e su quei fragilissimi legami nati per caso che nascondono il potere di cambiare le nostre vite.
Fuga senza fine - Franz Tunda, tenente dell’esercito imperiale austro-ungarico, cade prigioniero dei russi nel 1916. Inizia qui la sua fuga. Rifugiatosi in Siberia, scopre che la Prima guerra mondiale è finita. Egli non riconosce più il mondo in cui vive. Ogni cosa è cambiata. Tuttavia serba ancora il ricordo dell’unico punto fermo della sua esistenza: la fidanzata Irene. Il suo cammino verso una certezza in realtà inesistente lo porterà a immergersi nel mondo rivoluzionario e a stringere legami con altre donne. Nessuna di queste esperienze, però, dura a lungo. Tunda continua il suo viaggio a Mosca, Baku, Vienna, sentendosi perso in un mondo che non riconosce e da cui non viene riconosciuto. La sua ricerca continua, inesorabile. La sua sarà sempre una "fuga senza fine".