Torna a Zelbio per Storie di cortile la band ticinese The Vad Vuc. Con 25 anni di attività alle spalle, il gruppo elveticc svizzera propone un repertorio folk-rock energico e di matrice combat, capace di fondere chitarre, violini e fisarmoniche a testi acuti e ironici, in grado di affrontare tematiche sociali e storie popolari. La formazione transfrontaliera rappresenta appieno lo spirito di scambio culturale e di confine che il festival promuove fin dalle sue origini.
Il fondo del barile è quello raschiato per il nuovo album. Si tratta, naturalmente di un titolo scherzoso, ma non troppo, per un disco dalla genesi particolarissima. «L’espressione richiama un’immagine molto potente – raccontano – Indica il punto più basso possibile, quando le risorse scarseggiano e si raschia ciò che resta. Noi abbiamo deciso di farlo, in modo cosciente, andando a ripescare alcune vecchie canzoni scritte anni fa per caricarle e farle vivere a bordo di un vero e proprio “veliero fantasma della nostra musica”. Alcune di queste canzoni sono rimaste rinchiuse in un cassetto (o meglio, in un barile) per oltre 20 anni. Altre invece solo qualche anno. Le abbiamo quindi riesumate, raschiate, modificate, riscritto testi per renderli più attuali, alcune sono state ri-registrate da zero mentre altre contengono delle registrazioni originali datate addirittura 2005: tutto questo per non far finire nel dimenticatoio momenti, pensieri e note che hanno caratterizzato il nostro percorso».