Giovedì 11 Febbraio 2010

Crisi, allarme fallimenti pilotati
fanno affondare aziende sane

Il fallimento, reale o ventilato, in periodo di crisi diventa in alcuni casi una fonte guadagno o di minori perdite. Il tessuto produttivo comasco è a forte rischio, causa proprio i fallimenti facili, i concordati e il ricatto di alcune aziende. Dietro la gestione della chiusura delle attività si nasconde un sistema in grado di mettere in grossissime difficoltà oltre trecento imprese, e a rischio circa un migliaio di posti di lavoro. Il fallimento di un'azienda porta con sé dei minori ricavi per le strutture collegate, terzisti e fornitori, che si trovano non pagati merce o lavoro rischiando a loro volta il fallimento. In alcuni casi, denuncia Alberto Zappa segretario provinciale della Fim Cisl, delle aziende su questo aspetto “marciano” per non pagare il lavoro o chiudono riaprendo poco dopo con un altro nome. <<Si è parlato negli scorsi giorni delle 500 aziende leader comasche, ecco quella è una situazione che non rivedremo più – spiega Zappa -. Dobbiamo parlare invece di bilanci 2009 ridotti dal 30 al 60%, di crollo dei fatturati e aumento dell'esposizione. In questa fotografia s'inserisce anche l'utilizzo improprio della cassa integrazione e la catena dei mancati pagamenti, nessuno paga più nessuno e con un effetto domino crollano le aziende>>. Il fallimento diventa una fonte di maggiori ricavi: <<Aziende telefonano ai fornitori, ai terzisti, annunciando l'intenzione di pagare la merce solo il 30-40% del valore fatturato, facendo intendere il rischio di vedere fallita la propria ditta con il conseguente mancato pagamento dell'intera cifra. Si può parlare di ricatto vero e proprio, e il fornitore cede perché ha bisogno di liquidità, perché crede nel rischio chiusura. Ma anche gli stessi concordati sono un grosso problema>>. Per quanto riguarda i concordati Zappa porta un esempio esplicativo: <<Seguo un'azienda che nel 2008 ha avuto un fatturato di 1,8 milioni di euro, una struttura comunque leggera, con una dozzina di dipendenti. Nel 2009 il fatturato scende a meno di un terzo, in più un'altra realtà per cui ha lavorato per 400 mila euro fallisce, il concordato prevede di vedere riconosciuto solo il 20-30% della cifra. Mi sembra logico chiedersi come possa sopravvivere anche la prima impresa davanti ad un mancato introito di questo tipo, a fronte di spese per materiale e manodopera. In molti casi poi si vedono aziende che falliscono oggi e riaprono domani con un altro nome>>. Situazioni simili rischiano di trascinare nel baratro decine di attività: <<Quando avremo i bilanci 2009 vedremo una vera ecatombe di aziende, perché le banche già ora non propense a dare credito chiuderanno ancora di più l'accesso alla liquidità>>.

s.casiraghi

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