Sabato 05 Giugno 2010

Roggia usata come discarica:
"Faremo controlli con i vigili"

MARIANO COMENSE Non una roggia, ma una discarica a cielo aperto.
Le recenti operazioni di pulizia sulla Roggia Vecchia hanno portato alla luce i danni causati dall'inciviltà di qualcuno che ha pensato bene di gettare nel torrente una mountain bike, sacchi della spazzatura e soprattutto i lumicini votivi che molti fedeli spontaneamente portano alla nicchia che ospita la Madonnina all'inizio di via Porta Spinola, all'incrocio con via Cardinal Ferrari. E non solo: in questi giorni non sono state poche le segnalazioni arrivate alla sede della Mariano Comense Servizi sui “furti” messi a segno al centro dell'aiuola “delle macine”, quella tra via Cardinal Ferrari e via Sant'Agostino, dove alcune persone hanno impropriamente prelevato le essenze del prato fiorito per portarle al vicino cimitero di via dei Cipressi.
Comportamenti che il Comune non intende più sopportare: «Mi spiace, ma così non ci siamo proprio - sbotta l'assessore all'ambiente Serafino Novati - quindi per colpa di qualcuno ci vediamo costretti a forzare la mano andando a intensificare i controlli sia lungo il corso d'acqua, per scongiurare questi scarichi abusivi, sia per prevenire che le aiuole diventino preda di chi pensa di potersi appropriare in maniera indebita dei fiori». Novati è tassativo: «Con il collega Claudio Nogara, assessore alla sicurezza, abbiamo deciso di intensificare la presenza dei vigili urbani in borghese: chi verrà sorpreso a gettare qualcosa nella Roggia o a strappare i fiori, sarà punito con delle sanzioni amministrative». Novati è arrabbiato: «Certo, perché poi diventa inutile che il comune spenda dei soldi per pulire il muro di recinzione del Porta Spinola dalle piante infestanti, piuttosto che sistemare l'alveo del corso d'acqua per eliminare le acque stagnanti, se poi c'é gente che bellamente usa la Roggia Vecchia come una discarica. Non sono atteggiamenti accettabili».
Un aspetto che ha fatto particolarmente alterare l'assessore, è la presenza di almeno una cinquantina di resti delle candele di cera gettati nella Roggia: «Ben vengano queste testimonianze di fede, ma qualcuno mi deve spiegare che senso ha liberarsi di quelli consumati buttandoli nel corso d'acqua quando a meno di 50 metri c'é un cestino portarifiuti».
Infine la questione dei fiori: «Capisco che siano belli - conclude Novati - ma sono di tutti e legati a un progetto di decoro e di arredo urbano: ci manca solo che adesso qualcuno pensi che siano un giardino personale dove attingere a piene mani. E qui la crisi non c'entra: non è un discorso di mancanza di soldi per portare due fiori al proprio caro estinto: questa e mancanza di senso civico e come tale andrà punita».

f.angelini

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