Martedì 08 Giugno 2010

Cantù, ultimatum al sindaco
da parte del suo partito

CANTU' O la va o si spacca. La Lega, s'intende, e quindi la maggioranza tutta. Carroccio che alla discussione del bilancio preventivo si presenta con un ultimatum interno che ben poco ha di metaforico: o il sindaco Tiziana Sala sottoscrive un documento nel quale accetta i contenuti della lettera indirizzatele dal gruppo consiliare padano, o al momento di votare il documento di programmazione finanziaria le lucette delle camicie verdi saranno rosse. Leggi, voto contrario.
Vigilia turbolenta per le tre serate che da martedì vedono approdare in consiglio l'esame del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2010 e del pluriennale 2010-2012i. Ci si arriva tra polemiche, prese di posizione plateali dalla Lega e dal Pdl che ostenta granitica compattezza e presenta un emendamento su piazza Garibaldi che pare un guanto di sfida ai compagni di coalizione.
La più irrequieta è casa Lega, con il gruppo consiliare frondista che nelle scorse settimane ha inviato una lettera al sindaco chiedendole di prendere una posizione chiara sul piano di governo del territorio. Tre punti: tempi celeri per portarlo a termine, nessuna commistione tra politici e tecnici e rassicurazioni sulla stabilità della poltrona dell'assessore all'urbanistica Alessandra Tabacco. Tutti argomenti che ieri, a quanto pare, il gruppo guidato da Natale Galetti ha ribadito a Tiziana Sala come imprescindibili per continuare a essere sulla stessa barca. Altrimenti, la barca meglio affondarla prima che arrivi in porto nel 2012. Trattative per l'accordo ancora in corso, ieri, anche se le condizioni perché si trovi la quadra – e quindi per non andarsene tutti a casa – ci sono. E accordo che dovrà essere messo nero su bianco con un documento scritto.
Di certo, le gatte da pelare all'interno della Lega cittadina non mancano. L'ultima, la lettera di sfiducia nei confronti del segretario cittadino Carlo Porro partita dai militanti. Ora toccherà al commissario provinciale Leonardo Carioni fissare la data dell'assemblea nel corso della quale si voterà la sua permanenza oppure no. E se i no vinceranno, dopo soli otto mesi si tornerà ancora al commissariamento.

m.butti

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