Martedì 03 Agosto 2010

Cantù, è tempo di crisi
per il latte alla spina

CANTU' Passato l'effetto novità, e dopo qualche mese dall'imposizione della bollitura per legge, i distributori del latte crudo iniziano ad accusare i primi duri colpi. In città, il consumo sta calando. In alcuni casi, anche sensibilmente: fino al 30% in meno rispetto allo scorso anno. Pesa la concorrenza della grande distribuzione. Inoltre, la moda di servirsi direttamente nelle aziende sarebbe ormai in fase calante. Per tutti questi fattori, c'è chi sta pensando persino di chiudere i «lattemat». I margini di guadagno sarebbero troppo bassi. Difficile continuare.
Sono tre, le rivendite di latte alla spina sparsi per la città. A Fecchio, in via per Alzate. A Vighizzolo, tra via Anglieri e via Tagliamento. E, sempre in periferia ma verso il centro di Cantù, in via Magellano, dietro il Palababele. "Non è più come prima – spiega Enrico Caldera di Fecchio – se ne vende un terzo di meno. E' latte di altissima qualità. Fino a qualche tempo fa, il prezzo di un euro per litro di latte era concorrenziale. Ma adesso, nei supermercati arriva il latte dall'Olanda, che costa 49 centesimi al litro. Inutile dire che è un altro prodotto».
E l'obbligo di bollitura? «Solo un modo per toglierci di mezzo – dice Giacomo Speziali, via Magellano – in realtà, il nostro è latte controllatissimo. Un prodotto naturale e buonissimo. Ma la gente non è tranquilla. Anche se molti lo bevono ugualmente fresco, me compreso, si vende molto meno di prima». «Purtroppo la moda è finita – spiega Mauro Cappelletti, Vighizzolo – tra di noi non esiste concorrenza: il territorio è così grande che ce n'è per tutti».

m.butti

© riproduzione riservata