Venerdì 17 Settembre 2010

Cadorago: condannato
per "molestie a un bar"

CADORAGO Non l'ex moglie, neppure l'amante. A scatenare lo stalking di cui, iin tribunale a Como, è stato riconosciuto colpevole il 54enne Gianfranco Manara, da Cadorago, è stato nientemeno che un bar. E, più precisamente, il bar Moonlight di via Matteotti, a Bulgorello. Per circa un anno il 54enne, condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, ha trasformato in una sorta di incubo la vita dei gestori del locale, colpevoli - a suo dire - di occupare spazi che non avevano diritto a occupare e di non pagargli l'affitto, anche se, è emerso nell'inchiesta, l'affitto non doveva essere pagato a lui.
Per circa un anno Manara si sarebbe messo d'impegno, nella lettura data dalla procura cittadina che ha chiesto e ottenuto la condanna dell'uomo, per far fuggire la clientela del bar Moonlight e per fare quanto nelle sue possibilità per spingere i baristi ad andarsene.
Nelle imputazioni per le quali il pubblico ministero Mariano Fadda ha sollecitato la condanna dell'imputato, si racconta di incursioni all'interno del locale per insultare pubblicamente la clientela o, ancora, di vere e proprie piazzate nei confronti dei titolari del bar per via di quell'affitto che lui pretendeva ma che, è emerso, non gli spetterebbero. Per circa un anno i titolari del Moonlight hanno continuato a ricevere lettere e telefonate, per non parlare del giorno in cui Manara è accusato di aver fatto irruzione nel bar approfittando di un periodo di chiusura per ferie, di aver cambiato le serrature, di aver causato danni ingenti sia all'interno, con il danneggiamento di pareti in cartongesso, che all'esterno, dove sono anche state divelte le insegne luminose del bar. Tra le contestazioni anche lo spostamento della macchina per il gelato, spostata all'esterno in modo che si danneggiasse.
Lunga la lista delle accuse: atti persecutori, il cosiddetto stalking, violazione di domicilio, danneggiamento.
Il giudice Ortore, nel corso dell'udienza, aveva anche disposto una perizia psichiatrica sull'imputato, il quale è però stato dichiarato perfettamente capace di intendere e di volere. Ieri, quindi, la sentenza: colpevole. E la condanna: un anno e dieci mesi.

f.angelini

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