Giovedì 14 Ottobre 2010

Inverigo, il nipote d'arte
che ha preferito la piscina

CANTU' Davide Cova, un atleta del quale il cognome è già una garanzia. Certo se il Dna non mente, questo ragazzo sembra avere davanti a sé una bella carriera, suo zio infatti è quell'Alberto Cova che alle Olimpiadi di Los Angeles vinse la medaglia d'oro nei 10000 metri piani. Ma la sua passione non è per l'atletica, bensì per il nuoto. Un amore nato per caso, per curare un disturbo che dalla giovane età di 3 anni poteva renderlo zoppo, e invece, un po' come nelle belle storie a lieto fine, lo sport ha vinto, restituendo una vita normale a un ragazzo come tanti, che adesso attraverso il nuoto, s'è costruito un sogno. Il suo 2° posto ai Campionati Italiani Assoluti nei 200 misti di vasca corta ha ulteriormente confermato la stoffa di questo giovane ragazzo di Inverigo di soli 21 anni, che gareggia per il "Team Lombardia" ed è già nel giro della Nazionale. «Il mio avvicinamento al nuoto è stato del tutto casuale, in realtà a 3 anni, come tutti i bambini di quell'età, correvo continuamente, mi piaceva il calcio. Poi mi hanno diagnosticato un'osteocondrosi, che mi dava problemi all'anca e così, visto che rischiavo di rimanere zoppo, hanno consigliato ai miei genitori di portarmi in piscina. Da lì è iniziato tutto».
Il nuoto ora è diventato più di una semplice passione. Per un ragazzo significa molte rinunce? «Qualcuna sì, ma non mi hanno mai pesato più di tanto perché quando vedi che dinanzi al duro allenamento, arrivano anche i risultati, sai che ciò che stai facendo lo fai per te stesso, per raggiungere un obiettivo. Ho poco tempo libero ma lo utilizzo per vedere gli amici e la mia ragazza, anche perché facendo uno sport individuale, sto già molto tempo solo in piscina, e ciò mi basta».

r.foglia

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