Venerdì 05 Novembre 2010

Martedì i funerali
del pedone travolto

CARATE URIO  Si svolgeranno martedì alle 10 nella chiesa di Santa Marta i funerali di Giovanni Orefice, lo sfortunato ragioniere (in passato anche collaboratore del nostro giornale) che mercoledì sera è rimasto vittima del pauroso incidente lungo la statale Regina nello stesso comune dove era nato e cresciuto. Tempi lunghi imposti dall'effettuazione dell'autopsia e dalla coincidenza con il sabato e la domenica.
Due tragici eventi a distanza di pochi mesi hanno duramente colpito la comunità di Carate Urio, sempre lungo la statale Regina e a poca distanza uno dall'altro. In aprile era rimasto vittima il giardiniere Stefano Boggia, travolto da un'auto mentre si apprestava a caricare gli strumenti di lavoro sul camioncino per la pausa di mezzogiorno. L'altra sera, Giovanni Orefice. E si sono ripresentati, sempre più urgenti, i problemi rivolti a limitare i pericoli lungo la Regina a cominciare dai controlli sulla velocità di auto e moto e dalla realizzazione di interventi atti a regolamentare il traffico in corrispondenza del rettilineo verso Laglio.
Il comune di Carate Urio da tempo si sta battendo per ottenere la realizzazione di una rotonda alla intersezione della Regina con via Santa Marta e la posa di un semaforo a chiamata in corrispondenza della strada che sale alla zona artigianale e alle residenze del Sassello. Sia Stefano Boggia che Giovanni Orefice hanno trovato la morte proprio nel tratto di statale compreso tra le due previste installazioni. Se fossero state realizzate con tutta probabilità gli incidenti sarebbero stati evitati in quanto la rotonda con accesso alla fermata della corriera sarebbe stata accompagnata dal tracciamento di strisce pedonali. Le proposte del comune si sono arenate nei meandri della burocrazia Anas, ma il nuovo incidente mortale deve far pensare che quella zona deve essere messa in sicurezza tenendo conto del fatto che alla sera le corriere, a differenza del passato, seguono soltanto il tracciato della strada «panoramica».

f.angelini

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