Venerdì 31 Dicembre 2010

Due sale gioco in arrivo
Preoccupazione a Lipomo

LIPOMO Mini casinò o sale gioco? La prossima apertura a Lipomo di due nuovi locali riservati al gioco fa discutere in paese, tanto che alla fine la questione approda anche sui tavoli del consiglio comunale. A sollevare il dibattito politico ci ha pensato il gruppo de «L'idea-Lipomo democratica» con un'interpellanza al sindaco in cui si chiedono chiarimenti sull'apertura di un «mini casinò», così è stato annunciato con tanto di manifesti pubblicitari, nei locali dell'ex concessionaria Giussani sulla provinciale Briantea. I punti in cui si insiste sono principalmente due: la mancanza di un regolamento che disciplini queste attività e le ricadute formative, culturali e sociali sulla comunità e, in particolare, sui giovani.
«Il nostro gruppo – si legge nel testo – ritiene che l'ultima cosa di cui ci sia bisogno sono le sale gioco, mentre servirebbero più servizi per la persona, la famiglia, e più spazi e progetti per i giovani».
Il sindaco Giordano Molteni ha spiegato che l'ufficio competente ha già iniziato l'istruttoria per verificare la documentazione prodotta con l'istanza di rilascio dell'autorizzazione: «Si tratta però di una sala gioco. Ci tengo a dirlo perché mi hanno riferito che sono comparsi dei cartelli sulle vetrine con la scritta mini casinò. È sbagliato, perché per quello ci sono altre regole».
La parola è passata anche all'assessore al commercio Luigi Beretta: «Non ritengo che sia una cosa educativa ma non possiamo nemmeno vietarla, perché è prevista dalla legge e creerà opportunità di lavoro, oltre a essere vietata ai minori di 18 anni. Nei comuni quasi nessuno ha un regolamento specifico su questa tipologia. A Canzo, visto che c'era una richiesta, hanno approvato il regolamento che stabilisce che dove c'è un'abitazione non è possibile creare sale giochi. Noi ci siamo preoccupati di verificare che l'assemblea del condominio non avesse dato parere negativo e poi che ci siano i parcheggi per l'attività».
Tra i firmatari dell'interpellanza, Antonino Princiotta ha espresso scetticismo: «Ho capito che il regolamento non poteva essere retroattivo, ma cosa aspettiamo a farne uno? Questo paese è carente di servizi e non vorrei che diventasse solo di servizi come giochi rivolti alla gioventù».
L'assessore Ettore Ferraiolo è parso lanciare un assist proprio a Princiotta chiedendogli se sapeva che c'era un'altra sala giochi in cantiere in via per Montorfano: «La mia era una provocazione – ha poi spiegato –, perché i consiglieri de L'idea si riempiono la bocca di “progetti globali” e “programmazione”, e poi fanno le interpellanze su casi specifici senza informarsi se ci sono altre situazioni simili».

f.angelini

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