Lunedì 21 Novembre 2011

Gironico, Marisol senza mamma
Due anni e mezzo al colpevole

GIRONICO - Due anni e sei mesi di detenzione, tre di sospensione della patente. Si è chiuso così, ieri mattina davanti al giudice preliminare Alessandro Bianchi, il processo per la morte di Maria Soraya Annibale, scomparsa il 17 agosto del 2010 dando alla luce una bimba, la piccola Marisol, sull'asfalto di via Leonardo da Vinci, a Gironico.

Per la tragedia di quella morte, stemperata dal miracolo di un parto riuscito comunque perfettamente benchécondotto in condizioni davvero estreme (un cesareo in ambulanza praticato da medico e infermiere del 118 mentre la mamma moriva a causa dei traumi riportati nell'incidente), il tribunale ha emesso sentenza di condanna nei confronti di un unico imputato, Fabio Falchi, di Ronago, il giovane di soli diciotto anni (e patentato da 55 giorni)che si trovava al volante dell'auto che provocò l'incidente.

Secondo la ricostruzione della Procura (pm Massimo Astori), poi recepita dal tribunale, Falchi, che guidava una Daewoo Matiz su cui viaggiavano altri quattro amici suoi, impegnò un curva verso destra a una velocità di circa 85 chilometri orari, velocità evidentemente inidonea a mantenere il controllo dell'auto. L'utilitaria sbandò più volte, poi finì nella corsia opposta di marcia da dove arrivava la Golf condotta da Rosario Lunetta, il compagno di Maria Soraja. Secondo l'esito degli accertamenti tecnici svolti dalla procura, Rosario rallentò e cercò di evitare l'impatto ma senza riuscirvi. La Daewoo si ribaltò finendo fuori strada (tra l'altro ferite gravi, mai sotto i trenta giorni di prognosi, le riportarono anche i quattro che viaggiavano con Falchi) mentre Maria Soraja morì quasi sul colpo, dopo avere mosso pochi passi fuori dall'auto. La causa:schiacciamento dell'utero, distacco parziale della placenta, embolia del liquido amniotico.

Del parto, eseguito in ambulanza con taglio cesareo dalla dottoressa Francesca Gatti e dall'infermiere Samuele Sgrò, parlò tutto Italia. La bimba rimase in ospedale per quasi due mesi. Fu curata per una grave sofferenza neurologica, il cui effetto principale fu un lieve ritardo psicomotorio. L'imputato non andrà in carcere: sotto i 21 anni di età, il limite della sospensione condizionale della pena è proprio innalzato a due anni e sei mesi. Il giudice aveva inizialmente rifiutato una prima ipotesi di patteggiamento a due anni.

g.devita

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