Cantù nomina in Acsm
anche un ex Babbo Natale

Il sindaco Tiziana Sala ha scelto i rappresentanti del Comune nella società energetica. La curiosa storia del geologo che sotto le Feste ha fatto il Babbo Natale

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CANTÙ Il sindaco Tiziana Sala, che fra due mesi dovrà fare le valigie e lasciare palazzo Parini, ha scelto quelli che dovranno essere i rappresentanti del Comune di Cantù nel consiglio di amministrazione di Acsm-Agam, la società per azioni quotata in Borsa, della quale il Comune di Cantù detiene lo 0,3869% del capitale direttamente, più un altro 0,97% detenuto dalla controllata Canturina Servizi. Incarico fin qui retribuito con 20.000 euro (lordi) l'anno.

Una notizia di routine, dovrebbe essere. Il vecchio cda è scaduto e deve essere rinnovato il 17 aprile. La sorpresa nasce piuttosto dai designati, dai nomi da presentare in assemblea di comune accordo con la Fondazione Cariplo, perché da soli Comune e Canturina Servizi non hanno una quota societaria tale da ottenere un rappresentante nel cda.
Il primo designato è Walter Sormani, esperto di cristalloterapia e reiki (una "disciplina spirituale che facilita il passaggio di energia vitale nel nostro sistema psicofisico"), che già Tiziana Sala designò nel cda della casa di riposo Garibaldi Pogliani, e che si dimise un anno dopo tra le polemiche.

L'altro è Alessandro Botta Monga, quarantenne geologo di Milano che pure un collegamento con il territorio comasco ce l'ha. E' infatti figlio di quell'Alberto Botta, già sindaco di Acquaseria e collezionista di cimeli di Mussolini, che è fidato collaboratore di Tiziana Sala, voluto (assai a sorpresa) nel "comitato piazza" che ha sovrinteso alla sistemazione di piazza Garibaldi, e da allora presenza praticamente fissa a Cantù.

Una curiosità. Il futuro amministratore di Acsm Alessandro Botta Monga, in dicembre si era prestato per un servizio del Corriere della Sera a Milano dedicato alle persone che sotto le feste si vestivano da Babbo Natale per intrattenere i bambini in centro. Da lì si apprende che ha frequentato tre anni di scuola teatrale e che, per superare la crisi, ha dovuto fare «mille cose diverse».

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