Mercoledì 15 Agosto 2012

«Mussolini fucilato
davanti al quel cancello»

MEZZEGRA L'ordine impartito dal Comitato di liberazione nazionale era perentorio, «il duce Benito Mussolini<deve essere giustiziato in nome del popolo italiano». Come, dove, quando, nessuno lo aveva stabilito e del resto nessuno aveva deciso la condanna a morte di Claretta Petacci<.
Sono state le circostanze con una rapida successione di eventi a localizzare l'epilogo a Mezzegra nella storica giornata del 28 aprile 1945. Evento che nel racconto reso sul giornale «L'Unità» da Aldo Lampredi, il partigiano Guido, è suffragato dal fatto che il colonnello Valerio, alias Walter Audisio, prima di impugnare l'arma avrebbe comunicato al condannato la sentenza «Sono incaricato di rendere giustizia al popolo italiano».
Quello che poi avvenne non è ancora stato chiarito. Non si sa con certezza chi abbia premuto il grilletto e non concordano neanche le versioni sul luogo dell'esecuzione. La tesi ufficiale e ormai più accreditata indica il cancello di villa Belmonte a Giulino, ma altre spostano l'evento in via del Riale a Bonzanigo e altre ancora nella casa di Lia e Giacomo De Mariadove il duce e la sua compagna hanno trascorso l'ultima notte.
A riaccendere i fari della storia sui fatti del 28 aprile 1945 è la pubblicazione del nuovo libro di Pierangelo Pavesi «Sparami al petto» edito da Del Faro contenente testimonianze di persone che quel giorno erano a Mezzegra tra le quali Fernanda e Raimondo Giavarini, mamma e zio diDavide Van de Sfroos. Si aggiunge la memoria dell'unico testimone non partigiano presente al fatto, l'autista Giovanni Battista Geninazza, che secondo la ricostruzione condusse i partigiani Valerio (Walter Audisio), Guido (Aldo Lampredi), Pietro Michele Moretti da Dongo a Bonzanigo e trasportò Mussolini e la Petacci dalla piazza del lavatoio di Bonzanigo al cancello di villa Belmonte. Sui testi di storia, da consegnare alle nuove generazioni, non si potrà scrivere con certezza chi ha eseguito l'ordine di giustiziare Benito Mussolini; più sicuro il punto di Mezzegra in cui è avvenuta la fucilazione. Il cartello scritto in italiano e in inglese collocato dal Comune indica l'ingresso di villa Belmonte. Ma protagonista sarà stato Walter Audisio o Michele Moretti oppure vale l'annuncio di Bruno Giovanni Lonati che nel libro «Quel 28 aprile 1945, Mussolini e Claretta, la verità» edito da Mursia sostiene di essere stato lui a uccidere il duce con l'aiuto dell'ufficiale inglese John Robert McRonny? C'è poi l'ipotesi sostenuta da Giorgio Pisanò che indicava la zona tra casa De Maria e via del Riale.
Giorgio Cavalleri, autorevole ricercatore comasco, nel suo libro più noto «Ombre sul lago» edito da Piemme nel 1995, stampato in quattro edizioni con 18mila copie vendute e ristampato nel 2007, sostiene senza ombra di dubbio che l'esecuzione avvenne al cancello di Villa Belmonte alle 16,15 del 28 aprile 1945, presenti Moretti e Audisio. Cavalleri respinge qualsiasi altra versione e definisce fantasiosa l'ipotesi di una doppia fucilazione, una dalle parti di via del Riale e una seconda simulata al cancello della villa. Lo stesso Cavalleri ha ripreso l'argomento senza cambiare le linee guida nel nuovo libro «La fine» edito nel 2009 da Garzanti con documenti trovati negli archivi dei servizi segreti americani a Washington.

f.angelini

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