Moltrasio, dopo gli attentati
adesso lettere di minacce

Una missiva anonima contiene minacce per alcuni amministratori

MOLTRASIO - Tensioni e veleni. Tornano a accentuarsi le divergenze in paese e motivo del contendere continua a essere la questione della demolizione di villa Coccini per costruire sul sedime un edificio dalle linee moderne di più appartamenti.
Finora si è trattato di un democratico confronto nell'ambito del quale i protagonisti hanno mostrato faccia e firma. A preoccupare, invece, sono altri eventi non ancora chiariti dagli investigatori come quello che in aprile ha dato luogo all'incendio delle auto del sindaco Maria Carmela Ioculano e del collaboratore della maggioranza Giorgio Zerboni, quest'ultima attrezzata per il trasporto della moglie costretta sulla sedia a rotelle.
I più recenti episodi, invece, riguardano la circolazione di lettere anonime che preannunciano denunce a carico di componenti della passata amministrazione che ora sono andati a occupare i seggi dell'opposizione. Testi che lasciano spazio a una miriade di supposizioni in merito alle quali sono attesi chiarimenti da parte di carabinieri e guardia di finanza, chiamati in causa dagli anonimi estensori nascosti sotto l'insegna di «un gruppo di moltrasini indignati».

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