Martedì 08 Gennaio 2013

Il rock Usa più genuino
Willie Nile a Cantù

CANTU' È indubbiamente uno dei rocker americani più genuini, un artista puro, un cantautore che avrebbe meritato più successo anche se ha uno zoccolo durissimo di fan anche in Italia.
È Willie Nile, di ritorno stasera alle 22 All'1&35circa di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù (informazioni e prenotazioni al 345-797.28.09, web 1e35.com).
In breve la sua storia: classe '48, infanzia a Buffalo, New York, studi di filosofia alle spalle e una grande passione per la musica, Nile cresce dividendo il palco con i Talking Heads, i Ramones, i Television e, soprattutto, Patti Smith che lo segnala alla Arista.
Clive Davis, uno di quei discografici illuminati e appassionati di cui si è rotto lo stampo, lo mette sotto contratto e gli fa realizzare due album osannati dalla critica cui segue, però, un lunghissimo e penalizzante silenzio. Willie è bloccato da beghe burocratiche che gli impediscono di registrare e pure di esibirsi finché, solo nel 1991, arriva l'altrettanto eccellente "Places I never been". In un film hollywoodiano questo corrisponderebbe all'happy ending ma New York non è così gentile. Da allora, però, Nile fa dischi, anche se con parsimonia.
Nel 1999 presentò "Beautiful wreck of the world" proprio a Cantù dove i fan italiani scoprirono un personaggio squisito, gentile fra i tavoli e incontenibile sul palco, quasi commosso quando qualcuno gli allungava da firmare copie dei suoi dischi, sorpreso che la sua piccola fama avesse fatto proseliti anche da queste parti.
Da allora le incursioni italiane si sono fatte sempre più frequenti e Cantù non manca (quasi) mai nel suo calendario di appuntamenti. L'ultima apparizione risale all'anno scorso, quando ha preso parte al "Light of day", la maratona dedicata alla raccolta di fondi per la lotta contro il Parkinson promossa da Springsteen.
Spesso, soprattutto all'inizio della sua carriera, Nile è stato accostato al grande artista del New Jersey anche se l'influenza del rock senza fronzoli di Lou Reed e del punk dei Ramones è altrettanto forte. I suoi lavori più recenti sono "House of a thousand guitars" e "The innocent ones", raccolte di canzoni mature e intense che dimostrano come Willie Nile abbia saputo ritagliarsi una parte da protagonista nella storia della canzone d'autore americana.
Italiano "Vagabond moon", pubblicato due anni fa, lontano dai best seller, vicino al cuore. Suonerà in duo acustico con Marco Limido, anima dei Family Style e chitarrista tra i più apprezzati del blues nostrano.
Alessio Brunialti

a.cavalcanti

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