Erba, l'edilizia al collasso
detta le sue ricette

Incentivi fiscali e riduzione della burocrazia: da Meci la voce di un settore che ha perso un terzo di posti di lavoro in pochi anni

ERBA Incentivi, e non a breve termine. L'edilizia a Meci chiede segnali.

«È necessario sviluppare una politica di incentivi fiscali che guardi al 2020 e che non esaurisca i suoi effetti, invece, alla fine del mese di giugno».
Questa, a detta del presidente del gruppo di lavoro Meci 2013, Paolo Valassi, è la prima strategia da perseguire per ridare il necessario slancio a un comparto, quello dell'edilizia, che più d'altri è prostrato da una crisi la cui fine è tutt'altro che scritta. All'apertura della edizione numero 30 della Mostra Edilizia civile industriale in calendario fino a domani al centro espositivo Lariofiere di Erba, il tema della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente è trainante.

Se è vero che «dal 2008 al 2012, la provincia di Como ha perso il 30% della forza lavoro precedentemente impegnata nell'edilizia», il vicepresidente di Ance Como, Enrico Bianchi, sostiene la necessità di «lavorare per il recupero energetico», comparto considerato vitale per evitare ulteriori contrazioni del mercato.

Per farlo, però, c'è a suo dire assoluta necessità di «ridurre la burocrazia»: «Per far partire un piano di recupero - ammette - in Italia ci possono volere anche quattro o cinque anni. Nella vicina Svizzera, di contro, è sufficiente concordare con l'autorità cantonale il da farsi e nel giro di massimo sei mesi si è pronti per avviare i lavori».

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