Venerdì 26 Aprile 2013

Premio teatrale a Caprani
E lui ci ha preso gusto

COMO Grande soddisfazione per Alfredo Caprani, noto capocomico comasco, da tempo attivo anche come autore di testi dialettali che ottengono un buon successo di pubblico e non solo.
La sua commedia in vernacolo "Un tecc per quatar vecc" ha vinto il primo premio nella rassegna "Biccochin d'or" 2012-13 al teatro San Giuseppe di Milano.
Il riconoscimento, particolarmente lusinghiero perché Caprani partecipava per la prima volta al concorso, si aggiunge al primo premio della rassegna 2011-12 del teatro Santo Domingo di Milano.
Il successo di Caprani è significativo per un autore comasco che si cimenta nella scrittura dialettale per il teatro. Un settore molto specifico che cattura l'interesse di un folto pubblico, come dimostra la presenza, sul nostro territorio, di numerose rassegne, storiche o più recenti,  dedicate al teatro dialettale.
Commenta Alfredo Caprani: «Sono stato molto felice di ricevere il primo premio del Biccochin d'or. È il secondo riconoscimento in due anni per questa commedia e mi pare che sia un bel risultato. Nonostante io abbia sceneggiato, finora, almeno sedici testi per il teatro dialettale, non mi ero mai presentato ai concorsi. Ora, visti i risultati, comincio a prenderci gusto. Il prossimo 5 maggio sarò a Milano, al teatro Santo Domingo, dove partecipiamo al concorso 2012-13. In più, in autunno è prevista una trasferta a Pesaro con un altro lavoro, di cui, al momento, è prematuro parlare».
Insomma, un grande fervore di iniziative per Caprani, le cui commedie vengono richieste anche da altre compagnie lombarde, per essere rappresentate in giro per la regione.
<+tondo>«Il mio lavoro piace perché racconto la quotidianità - spiega -  Di solito mi ispiro a vicende realmente accadute, che conosco, e che condisco con un po' di ironia e di leggerezza. Credo che sia la ricetta migliore».
<+titolino>«Mi ispiro ai grandi autori»
<+tondo><+togli_rientro>Prosegue: «Ho provato ad ispirarmi anche a grandi testi di autori come De Filippo, ma il risultato non è stato convincente. Le mie commedie parlano di personaggi che hanno la stessa mentalità dei soggetti ai quali mi ispiro, i miei concittadini».
<+tondo>I testi dell'autore comasco sono  sempre giocati sui toni brillanti e comici.
«Anche in questo caso - confessa - ho cercato di scrivere in tono più drammatico ma non è il mio genere. Scrivere un dramma intristirebbe me e anche gli spettatori. Evidentemente la mia strada è la commedia. Per questo, il mio più recente lavoro è stato la messinscena in italiano e anche in dialetto, di "La Locandiera" di Goldoni, che è diventata "la Lucandera". Ha avuto un ottimo successo alla rassegna del Nuovo di Rebbio».
Sara Cerrato

a.cavalcanti

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