Martedì 30 Aprile 2013

Firefly, un'esplosione visiva
A Milano gli eredi dei Momix

MILANO Uno spettacolo di danza, teatro fisico, acrobatica e video art, il tutto valorizzato dall'utilizzo delle più avanzate macchine sceniche.
"Firefly", lo show dell'Evolution Dance Theater, creato dal coreografo Anthony Heinl nel 2009 per MaggioDanza, la compagnia di ballo del Maggio Musicale Fiorentino, stasera debutta al teatro Nuovo di Milano (biglietti da 18 a 39 euro, infoline 02-79.40.26) dove resterà fino a domenica 5 maggio.
Lo spettacolo è costruito da singole scene nelle quali prendono vita, tra colori e luci in movimento (da qui il titolo "Firefly"), creature mai viste che slittano nello spazio, si elevano dal suolo, si snodano e si riuniscono con movimenti delicati e misurati. Un'esplosione visiva, insomma,  in cui momenti di rara bellezza si alternano a quelli più ludici e ironici.
<+tondo>La compagnia degli Evolution, composta da sei performer italiani e una italo-svizzera (Bianca Pratali, Chiara Morciano, Daniele Del Bandecca, Matteo Grazzini, Luca Tomao, Francesca Bianchi e Nadessja Casavecchia), è stata fondata nel 2008 da Heinl, ex primo ballerino dei Momix e per anni assistente coreografo di Moses Pendleton. «Sono cresciuto in una fattoria del Michigan - spiega il coreografo e direttore artistico - e mi sono sempre interessate tutte le discipline sportive, dal nuoto alla ginnastica, al tip tap, alla danza in generale, che ho studiato all'università e al conservatorio di Boston».
In "Firefly" Heinl è riuscito a trasferire tutti i suoi interessi, compresa la sua educazione e formazione in chimica e scienze tecnologiche; nello spettacolo, infatti, sperimenta nuovi materiali e la combinazione degli elementi che in scena danno il cosiddetto "effetto hollywoodiano". La sua magia deriva anche da una nuova idea, più attuale e televisiva, di "Blacklight Theater".
Accanto a questa attenta ricerca, non viene tralasciata la cura del movimento. Infatti, la stessa perfezione edavanguardia usata per le scenografie viene riproposta sul palco nei suoi danzatori, tutti con una solida formazione, ma ognuno con una particolare dinamicità, data dalle differenti esperienze formative del cast.
«Il genere è lo stesso dei Momix - spiega Heinl - ma cerco di stare ben attento a non portare nulla di quella compagnia di cui ho fatto parte. Noi siamo più innovativi».
Il primo intento di ogni spettacolo di Heinl e anche di "Firefly", che ha già toccato con successo tanti teatri italiani, è stupire e stimolare l'immaginario comune, di condurre lo spettatore in una realtà di illusione e magia, rendendo possibile l'impossibile. «Con i nostri show multimediali cerchiamo di rendere fruibile la danza anche ai più scettici» conclude il coreografo.
Ylenia Spinelli

a.cavalcanti

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