Giovedì 09 Maggio 2013

Cresce tra gli adolescenti
l'uso di cannabis

Dall'indagine campione, su 45 mila studenti, risulta che il 21,43% ha fatto uso almeno una volta di cannabis negli ultimi 12 mesi, con una crescita di due punti percentuali, (19,14% nel 2012) rispetto all'anno precedente. Al
contrario, tra la popolazione nazionale (15-64 anni), il fenomeno è in calo (sulla linea di altre droghe come cocaina ed eroina) come dimostrano anche i dati sulla concentrazione di sostanza nelle acque reflue rilevata presso 18 centri urbani. 

"Non possiamo certamente abbassare la guardia che, per altro, abbiamo tenuto sempre attiva - avverte il capo Dipartimento Politiche antidroga Giovanni Serpelloni - e non possiamo condividere l'opinione di chi afferma che la cannabis è una sostanza innocua o addirittura salutare". Gli adolescenti "hanno diminuito
la percezione del rischio di pericolosità della cannabis, e di conseguenza aumenta l'uso. Invece, attualmente, è molto più nociva rispetto al passato". La cannabis oggi è più nociva, ha spiegato Serpelloni intervenendo al congresso nazionale della Società italiana di pediatria, "perchè le piante geneticamente modificate hanno raggiunto una concentrazione di principio attivo, Thc, pari al 46%".

La variabile più importante però nel condizionare i comportamenti degli adolescenti è il grado di disapprovazione sociale trasmesso ai giovani da famiglie, scuole, Stato e coetanei: "Se questo diminuisce - spiega - aumenta il consumo". L'uso di cannabis nei giovani, avverte quindi l'esperto, "può compromettere la normale maturazione cerebrale ed i rischi sono molteplici: sindromi demotivazionali, psicosi, effetti sul coordinamento psicomotorio con probabilità maggiori di incidenti stradali".

m.romano

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