Mercoledì 25 Febbraio 2009

Compensi più pesanti in Acsm
Il sindaco attacca gli Industriali

Il sindaco Stefano Bruni difende l’aumento di stipendio al neopresidente di Acsm-Agam Umberto D’Alessandro (trasferito alla guida della società dalla poltrona di assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi), passato da 72mila a 80mila euro annui. E attacca il presidente dell’Unione Industriali Ambrogio Taborelli, che aveva commentato così gli aumenti: «Forse questi signori vivono su Marte, e da loro la crisi non c’è. Sono cose da marziani, come si fa a dare un segnale del genere? Noi siamo bestie da soma e loro stanno su un altro pianeta, è chiaro. In fondo è un segnale coerente con il modo di comportarsi tipico del pubblico e del para-pubblico». Contro il ritocco verso l’alto si erano espressi anche il segretario di Confartigianato, il commissario provinciale della Lega Nord, il presidente provinciale di An e il leader dell’opposizione Luca Gaffuri.
«Mi ha sorpreso molto leggere certi commenti sui compensi della nuova società. Li giudico assolutamente gratuiti e comunque frutto di una cattiva informazione» commenta Bruni. E spiega perché, secondo lui, in realtà ci sia stato un risparmio: «Parliamo del secondo operatore regionale nel settore dell’energia; una realtà quotata in Borsa, importante e solida; punto di riferimento per le comunità locali e le imprese di due vasti territori di Lombardia. C’è stata piena intesa con il sindaco di Monza e gli altri
soci: abbiamo respinto la sollecitazione di alcuni settori che chiedevano un forte aumento dei compensi, scegliendo responsabilmente di fare il contrario. È sbagliato persino parlare di ritocco minimo, visto che ormai dobbiamo abituarci a guardare la società da un punto di vista complessivo e non parziale. Di fatto, l’assemblea le indennità assegnate al consiglio di amministrazione le ha ridotte di 115 mila euro l’anno. Fra Acsm e Agam c’erano 20 consiglieri di amministrazione, oggi sono la metà; fra Como e Monza la retribuzione per i due consigli, ammontava a 405 mila euro l’anno, ora siamo a 280 globali». Poi sferra un attacco, ma non lo circostanzia e non precisa a chi si riferisce: «A suscitare scandalo sono ben altre retribuzioni in ben altri comparti. Acsm-Agam è una fusione di grande valenza industriale che risponde anche alla logica delle economie di scala, significa razionalizzazione della spesa, valorizzazione massima degli investimenti, ottimizzazione delle risorse. Sono concetti cari al mondo dell’impresa, mi ha stupito che non siano stati i primi a riconoscerlo».

a.cavalcanti

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