Venerdì 24 Aprile 2009

Attori comaschi a luci rosse
È caccia alle coppie senza veli

Potrebbe essere chiunque. Il vicino di casa, la cameriera del ristorante dove mangi tutti i giorni, quel compagno di classe che non senti da anni e che ti ha appena chiesto l’amicizia su Facebook. La città si interroga, la caccia è aperta. Ed è davvero caccia grossa. Chi saranno gli "attori" protagonisti di «Voglia di sesso nel Comasco», il film hard uscito nelle edicole della convalle in questi giorni? Non lo sappiamo. Certo è che si rinnova una misconosciuta connection lariana con le luci rosse. Avvenne qualche anno fa, nell’ottobre 2001: un signore distintissimo, in giacca e cravatta, si presentò in redazione e chiese di poter parlare con un giornalista. Si trattava di Alex Asmara, un regista che teneva veramente tanto a raccontare a «La Provincia» la sua esperienza dietro alla macchina da presa durante la realizzazione di «Vacche da latte», film hard a bassissimo costo che l’autore definiva «porno naturista». Perché tutti gli attori erano ignudi? No: così non ci sarebbe stata novità alcuna. «Perché nei miei film gli attori fanno sul serio», precisò con l’orgoglio di chi è convinto che tutti conoscano  ogni particolare della realizzazione di un video hard, “effetti speciali” compresi. Tempo addietro un industriale comasco in trasferta americana, per lavoro, ovviamente, decise di ovviare alla solitudine della camera d’albergo affittando una videocassetta “particolare” dalla stessa reception. Si stupì nel riconoscere un noto albergo lariano come location per le evoluzioni erotiche di un terzetto di volonterosi: lei, lui e poi ancora lui s’attorcigliavano in un gruppo laocoontico all’interno della propria stanza ma anche nel parcheggio esterno e perfino in qualche zona di servizio dell’hotel approfittando delle ore notturne. Del resto c’è un precedente davvero illustre che vede protagonista il re della trasgressione cinematografica, nientemeno che Tinto Brass. Per ambientare la vicenda di Mimma detta «Paprika», interpretata da una generosa Deborah Caprioglio scelse villa «La quiete» di Tremezzo, già dimora del Parini mentre assai più caste erano le inquadrature de «L’amante di una notte» che René Clement girò da queste parti negli anni Cinquanta anche se all’epoca bastava il racconto di un amore clandestino per turbare gli spettatori che si indignavano in pubblico ma, come sosterrebbe sicuramente il regista di «Così fan tutte» (e tutti) nel privato sarebbero stati stuzzicati da quei pensieri proibiti. Como città a luci rosse, quindi? Non più di altre città di provincia dove, per la gioia di scrittori e registi, “sotto una patina di perbenismo e moralità si nascondono i vizi più abietti e le scabrosità più turpi” (quante volte l’avete sentita?). Così passava di bocca in bocca la notizia per nulla originale ma che non aveva bisogno di alcun giornale, per citare uno che se ne intendeva di bigotti, che un’edicola che non localizzeremo si fosse addirittura specializzata nello smercio di video caserecci, come in un episodio di «Libera» di Pappi Corsicato. Le interpreti femminili sempre mascherate, quelli maschili, talvolta, pure a volto scoperto. «Le ragazze avrebbero finito di vivere, questa è una cassiera canturina - spiegava il regista di «Vacche da latte» - I signori uomini, invece, ci tengono che si sappia che sono loro, soprattutto se sono particolarmente... dotati. Sa, le vicine di casa, le colleghe d’ufficio, le amiche della moglie...». Serviva da spot per il mandingo della Bassa, insomma...

a.cavalcanti

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