E adesso vediamo Waters
Soltanto dopo capiremo
L’infortunio di Dowdell ha improvvisamente complicato le cose in casa canturina.
Lettura 1 min.Cantù
L’infortunio di Dowdell, con tanto di relativa prolungata assenza non solo ha cambiato le carte in tavola, ma quello stesso tavolo l’ha letteralmente ribaltato.
E Cantù, intesa come squadra, si è ritrovata improvvisamente sbalzata dal giorno alla notte. Nei tre quarti (scarsi) in cui il play è stato in campo, la Red October ha mostrato un volto, una dimensione, una personalità e pure un suo perché (e ciò nonostante i colpevoli ritardi con la quale è stata confezionata e i conseguenti tempi ristretti - un eufemismo - per mettersi assieme).
Il perché di una squadra di sistema fortissimamente voluta da coach Kurtinaitis all’interno della quale non si può tuttavia prescindere da un playmaker di assoluto spessore. Qual è appunto Dowdell.
Senza di lui, nei cinque quarti successivi dunque, la Red October non ha più mostrato alcuna fisionomia, alterando i propri lineamenti. Perché i cambi di Dowdell - Kariniauskas in primis e Laganà a ruota - tali appunto sono. Non alternative, ma in origine soluzioni tampone. Limitate a qualche minuto ciascuno di apparizione in quel ruolo. E non certo da 28 minuti sul parquet come accaduto con il giovane lituano a Montichiari.
Perché Kariniauskas - 23 anni ancora da compiere - in prospettiva può essere buono ma oggi denuncia tutti i suoi limiti. Innanzitutto, non riuscendo a creare vantaggi per i compagni (i quali un tiro non se lo sanno costruire). Peculiarità, quest’ultima, di Dowdell.
L’interrogativo che ci si pone è dunque se Waters riuscirà a fare il Dowdell. Se saprà mettere in ritmo gli altri quattro con i quali si ritroverà a fianco. Mettersi in proprio non è certo quello che Kurtinaitis esigerà prioritariamente dal nuovo playmaker biancoblù. Perché anzitutto c’è da far giocare e girare la squadra. Circostanza che contro Brescia non si è palesata.
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