Venerdì 24 Aprile 2009

Il vescovo Coletti annuncia:
«Ecco quanti soldi ho»

Il personaggio più importante delle province di Como, di Sondrio e un po’ anche di Varese e Lecco è anche il più povero. È il vescovo Diego Coletti che percepisce 1.781 euro al mese per 12 mesi, ha 40.000 euro di risparmi e versa 4.000 euro l’anno ad un fondo pensioni integrativo «per non pesare sulla Diocesi se sopravviverò a lungo dopo il 75esimo anno».
Ammette di non doversi pagare le spese dell’alloggio e della bolletta energetica, di «non aver moglie e figli a carico» e di dover provvedere solo a se stesso per vitto e vestiario; stipendia regolarmente una domestica e mantiene «efficiente, assicurata e rifornita la macchina che mi porta in giro per la Diocesi sulla lunghezza di 20/30.000 chilometri l’anno». Coletti dà conto sull’ultimo numero del “Settimanale della Diocesi», come aveva promesso alla costituzione del Fondo per la solidarietà diocesana e per il quale aveva messo per primo a disposizione la sua remunerazione di un mese. Mai capitato che mettesse tutto in piazza un vescovo, al quale fa capo, in teoria, il 90% degli abitanti di un territorio su quattro province, composto da 338 parrocchie in 202 Comuni, 403 sono i sacerdoti, 210 i religiosi, 753 le suore, migliaia le chiese e le opere di bene. Per questo, il vescovo è importante, però l’interessato dice, testualmente: «Sono un fratello maggiore che dovrebbe presentarsi soprattutto come l’ultimo di tutti e il servo di tutti» e chiede scusa «per ogni pensiero di autocompiacimento nella stesura del rendiconto».
La liquidità mensile: 680 euro provenienti dall’Istituto Sostentamento Clero, 651 euro  provenienti dall’amministrazione diocesana e a «questi si aggiungono, ahimè da qualche mese, 450 euro di pensione sommata alla remunerazione perchè, per quanto già pensionato Inps, fino a 75 anni, se Dio vuole, continuerò a lavorare. Su tutto questo, pago regolarmente le tasse - scrive Coletti - non ne ho merito perchè sono trattenute alla fonte. Ma sono contento che ciò sia fatto». Rivela di contabilizzare ogni offerta che devolve alle attività pastorali, ai poveri, alle missioni, alle vocazioni e al seminario. Ma si capisce che risparmia del suo. Perciò, in 44 anni, è riuscito a mettere da parte poco meno di 40.000 euro «per coprire le spese del mio funerale e a fare qualche elemosina, segnalata con cura nel mio testamento». Ancora per due anni, verserà 4.000 euro l’anno al fondo pensioni. «In caso di premorte - sottolinea - la somma raggiunta sarà destinata alla diocesi di Como».
Coletti aveva invitato i confratelli a fare altrettanto, a pubblicare la “paga del prete”, non per vanità «ma per fraterna condivisione». Tanto più, come dice il Principale, che il regno dei cieli è dei poveri.

a.cavalcanti

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