Sabato 11 Aprile 2009

Turismo, la stagione parte male
Vuoto il 40% delle camere d'hotel

COMO - Alberghi comaschi pieni solo a metà per il ponte di Pasqua. La crisi economica continua a ripercuotersi negativamente sul turismo e gli operatori del settore registrano un forte calo delle prenotazioni, con presenze stimate in calo del 15% rispetto alla media del periodo. A disertare il Lario saranno per lo più i visitatori stranieri, in primis inglesi e americani, mentre “tengono” gli italiani e i clienti abituali, che tuttavia in molti casi scelgono soggiorni più brevi rispetto al passato. Si spera in qualche “last minute”: «Per questi giorni possiamo parlare di un meno 15% circa - spiega il vicepresidente dell’Associazione albergatori, Andrea Camesasca - Gli stranieri sono sicuramente in diminuzione ma credo che alcuni mercati, come quello tedesco, si riprenderanno più velocemente del previsto. I primi tre mesi dell’anno non sono stati certo positivi, il calo si aggira intorno al 20% ed è stato avvertito di più dalle strutture della città, perché sono quelle che puntano maggiormente sulla clientela business. Il turismo congressuale sta soffrendo molto. Va un po’ meglio, invece, sul lago, dove gli alberghi sono orientati sul “leasure”. In ogni caso non dobbiamo fasciarci la testa, mi auguro che questo periodo di crisi spinga tutti gli albergatori a lavorare ancora di più in sinergia con gli enti pubblici». Anche in città, comunque, la situazione non è uniforme: «Nel nostro caso il 70% delle camere è prenotato - dice Roberto Cassani, titolare del Metropole Suisse e presidenze del Consorzio imprese per il turismo - Se guardo ai prossimi due giorni non posso lamentarmi, ma è anche vero che le giornate di permanenza si dimezzano e che, in generale, il 2009 per ora non è positivo. Registro un calo del 10% e firmerei per chiudere l’anno così... Mancano quasi del tutto - aggiunge - inglesi e americani, mentre c’è un leggero aumento dei nostri connazionali, che rinunciano a costose vacanze all’estero e si concedono qualche giorno di relax in Italia». Cassani non lesina una stoccata: «Bisogna reagire alla crisi facendo di più, a Como non possiamo accontentarci della bellezza del lago per attrarre. Vedo qualche segnale positivo, ma i cittadini e le istituzioni non hanno ancora una mentalità turistica. La vicenda del cantiere di via Fontana, che resterà aperto ancora a lungo, è emblematica».
Italiani in aumento? Non al «Firenze» di piazza Volta: «Non ne abbiamo nemmeno uno - commenta la direttrice Ivana Fraquelli - I clienti sono quasi tutti svizzeri e tedeschi, raggiungiamo il 60% di occupazione e speriamo in qualche arrivo dell’ultimo minuto. La stima di un 10-15% in meno rispetto alla media del periodo di Pasqua mi sembra corretta». Per il presidente degli albergatori, Alberto Proserpio, «il calo arriva addirittura al 20%. Le prenotazioni sono in netta diminuzione anche rispetto all’anno scorso, quando Pasqua era “bassissima” (il 23 marzo, ndr). Ci sono poche richieste per i gruppi e in diversi casi i pullman vengono annullati perché non si raggiunge il numero minimo di adesioni». Il direttore del «Barchetta», Robert Webber, rimarca: «L’ultimo è stato un mese nero, risentiamo molto del calo di congressi e fiere. Attualmente è piena una camera su due, ma non escludo sorprese. Ormai in molti prenotano all’ultimo momento».

s.ferrari

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