Sabato 13 Agosto 2011

Ciclismo, due comaschi
alla Parigi-Brest-Parigi

ERBA - Non è ancora chiaro come mai, fra i tanti cicloamatori abituati alla consueta passeggiata domenicale di 50 km., Alberto Tavecchio (49 anni di Erba) e Fabrizio Marzola (42 anni di Albavilla) sono diventati ultra maratoneti o, come si dice in francese, "randonneur" per indirizzarsi a distanze che in alcuni casi arrivano a 1.230 km.
La Parigi-Brest-Parigi è la più anziana (data dal 1891) e partecipata, con il limite massimo di 6000 corridori, randonnée mondiale resa famosa perché si corre ogni quattro anni, nell'occasione dal 21 al 25 agosto. «Per questo - dice il più esperto Tavecchio - è denominata l'Olimpiade del Cicloturista, nata prima come la più lunga sfida per professionisti, dal 1971 è stato deciso di allestirla ogni quattro anni aprendola solo ai ciclisti randonneur».
Siete già pronti per la grande sfida? «Allenati a percorrere i 1230 km. del percorso, che con partenza da Saint-Quentin en-Yvelines, periferia sud-ovest di Parigi, con un percorso che si snoda su strade poco trafficate attraversando la Francia dell'ovest in particolare la Bretagna raggiungerà Brest dopo circa 615 chilometri. Qui apposto il timbro sulla carta di viaggio, al controllo numero 8 nel porto della cittadina bretone si riprenderà la via del ritorno, ripercorrendo a ritroso la strada dell'andata. Bisogna concludere entro il tempo limite di 90 ore e per noi è alla prima esperienza in una prova così lunga ed impegnativa ma siamo due anni che ci prepariamo».
Perché lo fate? «Ci affascina compiere un'impresa d'altri tempi viaggiando in autosufficienza, con le nostre biciclette affrontando questa bellissima avventura con persone provenienti da tutto il mondo - dicono Alberto e Fabrizio - che sono accomunate da una forza di volontà non comune, tanto orgoglio e diciamolo pure, da un pizzico di follia, ma che hanno la capacità di trasmettere quei valori di aggregazione,umanità e generosità che abbattono tutte le barriere che un mondo globalizzato crea con una spietata concorrenza».

g.valentini

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