Ancora padre-figlio come i Corrado
Ad Allievi va il testimone di Marson

Roberto Allievi pronto alla carica di Cantù che fu dell’indimenticabile papà sciur Aldo

Ancora padre-figlio come i Corrado Ad Allievi va il testimone di Marson
Roberto Allievi (a sinistra) con l’ad Andrea Mauri
(Foto di Butti)

Roberto Allievi, considerando la storia della Pallacanestro Cantù dal dopoguerra, è il dodicesimo presidente della società brianzola. Che, in quanto a presidenti, ha visto più volte passaggi di consegne in famiglia. La storia infatti dice che, dopo i primi tredici anni con Luigi Molteni alla guida del club, arrivò per un biennio un giovane “sciur” Aldo Allievi, dal 1958 al 1960. Un arrivo sollecitato nel 1956, con la sponsorizzazione Oransoda, dall’ingresso in società già nel 1956 della famiglia Casella, con il commendator Ettore e il figlio Erminio: Allievi era il loro uomo di fiducia. Il primo “dopo Allievi” è targato Casella: Ettore presidente dal ‘60 al ‘67, Erminio dal ‘67 al ‘69 con la conquista del primo scudetto.

Ma è certamente la seconda era di Aldo Allievi quella che più ha caratterizzato la Pallacanestro Cantù, un’epopea durata 26 anni, dal ’69 al ’95. Un quarto di secolo in cui Cantù ha vinto tutto: altri due scudetti, quattro Coppe Korac, quattro Coppe delle Coppe, due Coppe dei Campioni e due Intercontinentali.

Passata la mano a Franco Polti, in sella cinque anni, nel ‘99 Franco Corrado ha rilevato il club per il rotto della cuffia. Per Cantù, l’inizio di un’altra importante fase, con un presidente canturino e conosciuto da tutti. Corrado padre lascia la carica presidenziale nel 2007, senza allontanarsi dal club, passandola al figlio Alessandro per un quadriennio, prima della svolta con Anna Cremascoli. Una Cantù grande e ambiziosa, che arriva perfino a giocare l’Eurolega, deve poi fare i conti coi tempi.

Così la Cremascoli passa la mano a Dmitrij Gerasimenko, vulcanico imprenditore russo che, dopo un solo anno in carica - e torniamo agli “affari di famiglia” - lascia la carica alla moglie Irina. Un biennio, che si concluderà con Cantù a un passo dal baratro societario. Davide Marson e altri imprenditori salvano il club e ripartono. La storia oggi si ripete: in un ideale passaggio di consegne, Roberto Allievi raccoglierà il testimone da papà Aldo.

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