Doppio sponsor per Cantù
Petazzi: «Ora pace con i tifosi»

«La Cantù che verrà? La immagino fondata su valori diversi: attaccamento alla maglia, motivazione e gioia»

«La Cantù che verrà? La immagino fondata su valori diversi: attaccamento alla maglia, motivazione e gioia». Tifoso e freschissimo co-title sponsor della Pallacanestro Cantù con il suo marchio Cinelandia Park, Paolo Petazzi non vede l’ora che si volti pagina, a 360 gradi, che sia serie A o A2.

La stagione appena conclusa ha lasciato delusione e amarezza, ma lui sarà ancora in prima linea nel sostenere Cantù, in “coabitazione” con l’amico Antonio Biella e la sua Acqua S.Bernardo. La ragione di un nuovo impegno? «Ci sono evidenti ragioni commerciali – spiega Petazzi – legate all’apertura a settembre del Cinelandia Park ad Arosio. E poi ci sono le ragioni del tifoso. L’abbinamento è funzionale: nei nostri Park, rivedo i brividi che può dare il basket: nel post Covid, la gente quando uscirà di casa dopo tanto tempo avrà bisogno di vedere qualcosa di diverso. Anche nel basket, ovviamente. Avete visto Juve-Atalanta con il pubblico? È stato emozionante».

Biella ha accettato volentieri di condividere il “naming” della Cantù che verrà: «La prima ragione è una ragione commerciale – dice il direttore generale di S.Bernardo -, ora con Paolo ci sarà più valore nelle casse di Pallacanestro Cantù e avremo la possibilità di fare scelte migliori se sarà serie A o di programmare la promozione se sarà A2. Poi c’è l’amicizia, che mi lega a lui: mi fa piacere condividere il naming per l’anno prossimo con una persona che ama i nostri colori».

A proposito di partite, Petazzi era uno dei pochi ammessi al palazzetto come sponsor, spesso al fianco proprio di Biella. L’assenza del pubblico ha pesato parecchio: «Sono un po’ preoccupato, non sarà semplice riavvicinare il pubblico al basket, così come al cinema. Vedere le partite a porte chiuse è come avere un amore a distanza: ci si sente al cellulare, senza vedersi. A Cantù occorre una fidanzata nuova e ben “confezionata” per riaccendere la passione: per me dev’essere la prima mission della società».

Tifosi

E ancora, sui tifosi: «Bisogna riallacciare poi i rapporti con il tifo organizzato: protestano i tifosi dell’Inter per il ridimensionamento, quindi gli Eagles hanno il sacrosanto diritto di esprimere il proprio malcontento dopo una stagione così. Tendo loro la mano, consiglio alla società di parlare con loro. I tifosi lo sanno: errori ne sono stati fatti, ma non in malafede».

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