Pancotto a testa alta
«Cantù, ce la faremo»

Dopo la scoppola di Venezia, parla il coach dell’Acqua San Bernardo

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BASKET

La scoppola, perché di scoppola si tratta, contro Venezia ha portato riflessioni. Ma nulla di stravolgente, perché Cantù e il suo coach Cesare Pancotto tirano dritto. Sperando – come ha ricordato il tecnico – che presto la sua squadra «si tolga quella pellicola che ancora l’avvolge, affrontando a muso duro la realtà».

Che si andasse incontro a un’annata lacrime e sangue lo sapevano tutti. Pancotto, sul punto, preferisce porre – ancora una volta – l’accento: «Siamo questi, con i nostri limiti che tutti conosciamo. Già saperlo, esserne pienamente consapevoli, è un punto di partenza».

Ripensa a Venezia, al -30 subìto da Cantù al PalaTaliercio. E le riflessioni notturne non hanno cambiato poi di molto il giudizio espresso a caldo del tecnico marchigiano: «È stata una brutta partita, non possiamo girarci intorno. Poi guardiamo i numeri e, se non avessimo commesso quei due errori sul -6, magari saremmo restati di più in partita. Ma con quel secondo tempo così mal interpretato non saremmo andati lontano. Non cerchiamo scuse, sono il primo a prendermi le mie responsabilità, anche per dare un senso a quello che dico fin da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. Ossia che questa squadra sta impiegando ogni secondo di ogni giornata per provare a migliorarsi: di questo ne sono certo, anche se a Venezia purtroppo non si è visto».

Garantisce Pancotto. E viene naturale fidarsi di uno come lui. Che non vede l’ora di venir fuori dalle difficoltà, indicando anche la possibile ricetta: «Sappiamo, ed è già importante, che siamo in competizione contro squadre di livello superiore al nostro. Siamo consapevoli di tutto. Per uscire dalla nostra timidezza, credo sia necessario essere uniti, aumentare la fiducia e accrescere l’entusiasmo intorno a noi. Questi tre punti si riassumono con una sola parola: lavorare. Solo il lavoro porta risultati e noi dobbiamo imparare a fare le cose semplici, che poi è l’unica cosa che in questo momento possiamo permetterci».

Pancotto non è convinto, è straconvinto che Cantù ce la farà: «Abbiamo tutte le possibilità per emergere e ce la faremo. È ovvio che non facciano piacere queste sconfitte così pesanti: siamo arrabbiati, non frustrati. Dobbiamo, come dico sempre, slegarci dall’attualità e ragionare sul lungo periodo: siamo in un percorso a ostacoli. Per questo non posso essere spiazzato da questi problemi».

Problemi (diversi, senza dubbio) che, come confermano i risultati, stanno attraversando anche altre realtà con più mezzi a disposizione: «Mal comune mezzo gaudio è un detto che non mi piace. Però non posso non porre l’accento sulle due sconfitte interne di Milano, o il pesante ko di Trento».

Ora Cantù ha due partite in casa contro Trento e Sassari che potrebbero aiutare a dare qualche certezza in più: «La partita successiva è sempre un’opportunità, per noi ancora di più, per toglierci quella pellicola che ci avvolge. Queste partite perse sono cicatrici, ma dobbiamo affrontare a muso duro la realtà: lo vogliamo fare per questa città».

Non c’è tempo da perdere. Stamattina la squadra torna in campo a Vighizzolo per preparare la sfida contro la Dolomiti Energia Trento dell’ex Brienza. Una sfida già vitale per Cantù.

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