Ghirelli e la Lega Pro
«Pronti a ricostruire»
Lunga intervista al presidente della serie C sul momento che sta vivendo il calcio dopo lo stop alle partite
Lettura 1 min.CALCIO
Questione di regole, di buonsenso, di cuore. Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli vive questo momento senza fare troppe distinzioni tra la sua parte professionale e quella personale. Come molti del resto in questi giorni. Anche se ci sono questioni importanti aperte, economiche in primis, oltre ovviamente a quelle primarie della salute, per il mondo che fa capo a lui. Quello della serie C. Un mondo che uscirà, come tanti comparti della vita italiana, danneggiato e modificato da questa tremenda esperienza.
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Sapete bene che in C ci sono tante realtà imprenditoriali che fanno sforzi notevoli, persone che portano avanti aziende e insieme mettono soldi nel calcio a fondo perso. E il calcio in serie C è un’azienda no profit. Ci sarà molto da ricostruire, quando usciremo da questo incubo. E purtroppo molte aziende saranno in difficoltà. E’ ovvio che sarà più logico e giusto pensare a mantenere i propri operai. Così come temo che sarà difficile per la gente, per i tifosi, tornare serenamente ad abbracciarsi allo stadio, come niente fosse. Il calcio, giustamente, non è il primo pensiero della gente in questo momento.
Il tutto in una stagione in cui la serie C aveva in parte risolto i suoi problemi.
Seicentomila spettatori in più rispetto alla stagione precedente, e un bel percorso che ha eliminato tanti “banditi” come li definisco io, e ha dato tanta credibilità in più alla categoria».
E ancora: «Ci sarà da ricostruire, e tutti devono contribuire per quello che possono. Anche perchè altrimenti non si riparte più, quindi ne va del bene di tutti. E prima se ne parlerà, meglio è. Prendendo ovviamente anche in considerazione gli ammortizzatori sociali che potrebbero arrivare dal Governo, intanto credo sia giusto che anche per i calciatori si scalino un po’ di ferie, che hanno da contratto, come stanno facendo altre categorie di lavoratori».
Tutta la lunga intervista sul giornale di oggi.
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