Cantù va a quota 103. E con nove giocatori non perde quasi mai

La squadra s’iscrive al ristrettissimo club in grado di vincere con un punteggio a tre cifre. A ranghi praticamente completi è un’autentica forza

Cantù va a quota 103. E con nove giocatori non perde quasi mai
Zack Bryant ha avuto un buon impatto sulla squadra
(Foto di Butti)

Cantù si iscrive al ristrettissimo club delle squadre capaci di vincere con oltre 100 punti. In questo campionato di A2, la vittoria a tre cifre – contro Trapani successo della S.Bernardo per 103-67 – è riuscita a sole quattro squadre in altrettante occasioni.

I precedenti

La prima si è verificata alla seconda giornata, con il successo della Bakery Piacenza per 101-89 ai danni di Orzinuovi. All’ottava, è toccato all’Urania Milano festeggiare il “centello”: 104-73 contro una Mantova (allora) in crisi. Dopo averla inflitta, alla Bakery Piacenza è toccato anche subire una larga sconfitta, in casa contro Torino: 79-107 alla 17ª giornata.

Se per i piemontesi, che erano reduci da sei sconfitte consecutive, quella larghissima vittoria è sembrato uno squillo di tromba per la riscossa – sono poi arrivate altre due vittorie consecutive -, anche per Cantù questo successo potrebbe essere il modo migliore per lasciarsi alle spalle ansie e problemi, con i quali la squadra sta convivendo da alcune settimane.

Certamente in questo periodo, in cui sconfitte e vittorie si sono alternate con regolarità – e Cantù quest’anno non ci era abituata -, ci sono stati tanti paletti da superare.

I vari infortuni - fino a quello “definitivo” – di Sergio, le questioni burocratiche legate alla rescissione con Johnson (un problema per la squadra e, di riflesso, anche per la società), la ricerca in fretta e furia di un nuovo straniero, oltre alla necessità di adeguarsi a nuovi schemi e responsabilità dettati dalle assenze, hanno certamente pesato.

Assenze con cui Cantù convive praticamente da inizio stagione. Il “tutti abili e arruolati” si è verificato solo in un’occasione, all’andata contro Trapani, fino all’infortunio di Severini nel match in Sicilia. Ma con almeno nove uomini a disposizione, a Cantù è quasi riuscito l’en plein: 11 vittorie e una sola sconfitta con la Bakery in casa.

Con meno uomini, la vittoria si è verificata solo a Torino. Anche le big, come si vede, hanno bisogno di un roster in forma per poter rendere al meglio.

Ecco perché battere Trapani con uno scarto così ampio, con un gioco a tratti molto divertente ed efficace, può essere davvero un toccasana per il resto della stagione.

Ne aveva bisogno Cantù, ne aveva bisogno lo stesso Sodini, impegnato come pochi altri a togliere ragnatele e quell’alone di negatività che spesso e volentieri sta accompagnando Cantù in questa stagione di serie A2.

Cori e applausi

Ecco perché risuonano ancora i numerosi “bravi” e “applausi” del tecnico pronunciati dopo il successo di domenica, tutti all’indirizzo della propria squadra. Criticata senza giri di parole solo una settimana prima a Mantova e coperta di elogi a pochi giorni di distanza.

Trapani forse non fa primavera, ma se Cantù ha davvero trovato la chiave giusta – si aspettano conferme soprattutto dal nuovo play Bryant e la continuità di giocatori-chiave come Bucarelli-, allora può davvero guardare con fiducia alla parte conclusiva e più impegnativa della stagione. Quella in cui scenderà in campo praticamente ogni tre giorni e che porterà alla disputa di Coppa Italia e playoff. L. Spo.

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