«Cosa serve a Cantù?  Un effetto Pianella»
La squadra all’esordio in casa (Foto by Andrea Butti)

«Cosa serve a Cantù?

Un effetto Pianella»

«Cantù ha bisogno di essere sostenuta sempre dal suo pubblico, specialmente nei momenti di difficoltà», dice Angelo Passeri di Tic

«Cantù ha bisogno di essere sostenuta sempre dal suo pubblico, specialmente nei momenti di difficoltà». È un caloroso invito quello che arriva da Angelo Passeri, presidente di Tic – Tutti Insieme Cantù e vicepresidente della Pallacanestro Cantù. Passeri, che ha sempre invocato una vicinanza del territorio al club, fa il punto su squadra, abbonamenti, presenze a Desio. Il tutto dopo un’importante assemblea di Tic - Srl la società dall’azionariato popolare che controlla direttamente e indirettamente il 100% della Pallacanestro Cantù – che ha approvato l’aumento di capitale che potrebbe portare a raccogliere fino a 400 mila euro all’anno per i prossimi tre anni.

Anche lui ha vissuto con un po’ di delusione il dato finale della campagna abbonamenti: «Ci aspettavamo tutti qualcosa in più, non lo nascondiamo, soprattutto in relazione al nostro momento storico di rinascita». Ma, allo stesso tempo, il dirigente sa che non è nemmeno semplice chiedere soldi alle famiglie: «Mi riferisco a chi, magari, viene al palazzetto con moglie e figli e preferisce selezionare le partite. Anche la programmazione delle partite, in questo senso, non invoglia a impegnarsi per una stagione intera. Ecco perché ci aspettiamo che migliori il dato dei paganti: Cantù ha bisogno del suo pubblico».

L’obiettivo? «Avere sempre almeno 3000-3500 spettatori a Desio e riempire in occasione delle partite più sentite: penso ai derby contro Milano e Varese, ma anche contro le rivali storiche Virtus, Fortitudo e Treviso».

E non è una mera questione di cassa e di conti. Perché per Passeri è necessario ricreare l’effetto Pianella che spesso ha consentito a Cantù di superare scogli insormontabili: «Il punto è proprio questo: ci piacerebbe vedere il PalaBancoDesio sempre pieno e avere un pubblico che stia vicino alla squadra, perché ne ha davvero bisogno. È una squadra che, a differenza magari di altre, necessita di affetto e calore. Per tanti motivi».


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