Il futuro di Cantù
Tra cordate e frenate

Il gruppo abruzzese perde qualche pezzo, ma entro fine settimana dovrebbe arrivare la risposta

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Cantù

La cordata abruzzese sembra perdere qualche pezzo.

Un pezzo importante, a quanto pare.

Il gruppo di imprenditori che da tempo sta trattando con la dirigenza per l’acquisto della Pallacanestro Cantù avrebbe infatti ricevuto un “no” dall’Acqua e Sapone, uno dei marchi più in vista in Italia nella distribuzione di prodotti legati all’igiene e alla bellezza, con centinaia di punti vendita in tutta la penisola. La motivazione è semplice e di tipo economico: l’affare in terra brianzola sarebbe troppo oneroso.

Questo però non significherebbe nulla, o perlomeno non sembra essere questa una possibile causa di disimpegno del resto della cordata.

Anzi, come sembra, Gabriele Marchesani – colui il quale sta tirando le fila dell’operazione – è già in pista per cercare altri soggetti interessati.

Anche perché a Cantù si attende una risposta.

Dopo l’incontro avvenuto prima di Natale con la dirigenza canturina, le parti si erano ridate appuntamento per il 30 dicembre, per l’accordo o la rinuncia.

Una data – meramente indicativa – che è stata ormai superata. Molto più credibile, a questo punto, una risposta entro il fine settimana

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