Nuova puntata di Ai lov dis gheim La versione di Gianni (Corsolini)
Gianni Corsolini (Foto by Butti)

Nuova puntata di Ai lov dis gheim
La versione di Gianni (Corsolini)

Anche questa settimana l’appuntamento con la rubrica più longeva de La Provincia

Giorni fa mi ha telefonato Alberto Rossini (per noi Albi, per tanti altri “lupo”, già capitano di Cantù e ora direttore sportivo dell’Olimpia Milano) e mi ha anticipato con mio grande piacere che oggi verrà a farmi visita con Pierluigi Comerio.

Parlando con lui, ho detto «Albi, io ho 86 anni, mi diverto come i bimbi a giocare con le matrioske. E allora scopro prima Bologna, poi la pallacanestro e il primo amore, Cantù e il comasco, tutta la zona dei laghi, e alla fine c’è la canturinità.

Per me è un sentimento di appartenenza e il legame con le radici dell’artigianato di lusso, con il design, con l’imprenditoria individuale e con l’amore, oggi un po’ attenuato, per il lavoro».

In questi giorni si discute tanto dei politici e io ricordo quando Beppe Grillo è venuto due volte al Pianella per il suo spettacolo.

In entrambe le occasioni ci fu il tutto esaurito; non solo per me ma per tutti gli altri spettatori era un piacere sentire le anticipazioni su un mondo parmense-reggiano che era protagonista dei primi scandali aziendali.

Sono passati diversi anni, ciò che Grillo descriveva si è puntualmente verificato ma la forza di denuncia che aveva si è svuotata, persa in un mondo informatico di cui non riconosco le potenzialità.

Dovrebbe rivolgersi anche ai suoi amici di governo consigliando di evitare di fare brutte figure, esprimendo il cordoglio alle famiglie del disastro di Beirut, definendole “libiche”.

Parlando con Alberto, ridevamo pensando al Ranzani e alla Cantù che conta e al Pianella di cui dicevo poc’anzi. Il Pianella è stato costruito da un gruppo di amici imprenditori, coordinati da Franco Corrado che nel tempo si è dimostrato un cittadino convinto di quello che aveva fatto con il palasport.

Franco, nato a Cortina ma di famiglia astigiana, ha fatto tantissimo per Cantù. Da noi è successo così anche con altre famiglie, come la famiglia Polti.

È stata proprio la reciproca stima fra Corrado e i Polti che ha permesso che la squadra non fosse acquistata da Scavolini quando Polti lasciò.

Recentemente i soliti rumors telefonici, mi hanno, anche se benevolmente, criticato per gli auguri a Enrica Arnaboldi per il suo compleanno.

Conobbi suo papà quando insegnavo ginnastica al collegio De Amicis.

Nacque un’amicizia e uno scambio di conoscenze letterarie (io apprezzavo Tolstoj, il sig. Arnaboldi preferiva Dostojewski).

Tutta la famiglia è sempre stata molto impegnata nel sociale.

Il cugino di Enrica, Antonello, ha organizzato diverse iniziative con Tonino Frigerio e oggi organizza un memorial per ricordarlo con tutti gli amici ed i ragazzi che Tonino ha allenato.

La canturinità è anche fatta di tante iniziative per la solidarietà e l’immagine di Cantù e in questo Paolo Frigerio ed Enrica Arnaboldi sono maestri.

È grazie all’impegno di Paolo se il Giro di Lombardia anche quest’anno ha un forte sapore comasco.

Ricordo, ancora, di Enrica la riuscitissima iniziativa dell’album di figurine, con prefazione di Federico Buffa e il gemellaggio con un gruppo di Lions di Vancouver.

La canturinità è anche la consueta sfida con Milano. Alberto e io cominceremo ad affrontarla in amicizia a casa mia.n 
Gianni Corsolini


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